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L’Europa detta le condizioni per incassare il Recovery Fund.

di Redazione. L’Europa è pronta a “prestarci” 210 miliardi di euro – il che significa che questi soldi prima o poi, insieme a tutti gli altri buffi sin qui accumulati, sono denari che gli italiani dovranno restituire al mittente – ma ci impone le su condizioni: riforme per favorire la crescita economica, creare nuovi posti di lavoro, far fronte alla transizione verde e digitale, ma puntualizza che i finanziamenti non potranno essere utilizzati per una riduzione generalizzata delle tasse.

Insomma, la Commissione europea ha messo nero su bianco le linee guida che gli Stati membri dovranno seguire per accedere al Recovery Fund messo in campo dalla Ue per fronteggiare la più profonda recessione della storia dell’Unione legata alla pandemia di Coronavirus.

I tempi dei progetti. Gli Stati membri possono presentare formalmente i loro piani di recupero e resilienza entro il 30 aprile 2021, ma la Commissione incoraggia gli Stati a presentare i progetti preliminari dal 15 ottobre 2020, chiarendo che la Commissione è già disponibile a tutti i livelli per impegnarsi con gli Stati membri nella preparazione dei piani.

Le linee guida. Nel suo “vademecum”, Bruxelles indica ai governi sette linee guida:
1) Introduzione di tecnologie pulite e accelerazione delle energie rinnovabili;
2) Miglioramento dell’efficienza energetica;
3) Promozione di tecnologie pulite per i trasporti;
4) Rapido lancio di servizi a banda larga;
5) Digitalizzazione della Pubblica amministrazione e dei servizi;
6) Aumento delle capacità del data cloud industriale europeo;
7) Adattamento dei sistemi educativi.

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