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Guardiamo in alto…

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di Mauro Guidi. In attesa che Aquarius arrivi a Valencia, che Macron trovi il modo di scusarsi con l’Italia per la gaffe commessa,

che Trump si convinca degli intendimenti pacifici di Kim e che Martina si renda conto che il vaso di Pandora della politica italiana è ormai scoperto, torniamo alla cronaca reale degli anni duemila terrestri. Steve Clarke il nuovo amministratore Nasa per l’Esplorazione ha comunicato i suoi prossimi progetti che porteranno di nuovo l’uomo sulla Luna, preceduto però da missioni con soli robot. Per raggiungere questi obbiettivi sarà velocizzato il programma Clps (Commercial Lunar Payload Services) per realizzare più rapidamente nuove tecnologie necessarie per la costruzione di una stazione spaziale in orbita lunare, chiamata Lop-G (Lunar Orbital Platform-Gateway) che coinvolgerà con un progetto internazionale gli stessi partners dell’attuale Stazione Spaziale Internazionale, ossia le agenzie spaziali di Stati Uniti (Nasa), Europa (Esa), Russia (Roscosmos), Giappone (Jaxa) e Canada (Csa). Entro i prossimi dieci anni il passo successivo: la realizzazione dell’astronave Deep Space Transport (Dst), in grado di trasportare equipaggi umani verso l’esplorazione di Marte.

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