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Gli dei dello sport. Eusebio.

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di Alberto Sigona. EUSEBIO (PORTOGALLO, 1942-2014) CALCIO. Era un potente e velocissimo attaccante portoghese di origini mozambicane (all’epoca il Mozambico era colonia del Portogallo), dotato di pregevole tecnica, dribbling irresistibile e notevolissime qualità acrobatiche, che contribuirono a farne uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Soprannominato “La pantera nera”, giocò principalmente nel Benfica, diventandone un simbolo assoluto, realizzando (sapeva andare in gol in ogni modo, persino su punizione) 291 reti in 313 partite di Campionato (0,93 gol a partita), vincendo 7 volte il Titolo di capocannoniere, un primato tuttora imbattuto. Il suo palmarès riporta 11 Titoli Nazionali e 2 Coppe Campioni (3 finali k.o.), mentre a livello individuale fu insignito del Pallone d’oro 1965. Considerato all’epoca da molti esperti la miglior risposta europea a Pelè, in Coppa dei Campioni trovò la sua dimensione ideale, entrando nella leggenda della manifestazione (segnò in due Finali, in primis si ricorda la doppietta decisiva del ’62, per un totale di 3 reti) giocandovi 64 partite e siglando ben 47 gol (ai suoi tempi quasi un record), aggiudicandosi 3 volte il Trono di miglior marcatore. La sua stagione magica fu la ’67-’68, quando su 24 partite segnò 42 gol. Noto anche per il suo garbo e la sua correttezza, si ritirò a 37 primavere. In Portogallo è tutt’oggi ritenuto un eroe nazionale.
Con la Nazionale andò in gol 41 volte (capocannoniere con 9 gol – compreso un poker alla Corea del Nord – ai Mondiali ’66, in cui il suo Portogallo finì a sorpresa 3°) in 67 incontri disputati, che ne fanno uno dei principali marcatori all time.

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