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Dei due qual’è meglio: il comunismo o il capitalismo?

di Maria Pia Caporuscio. Quello che non riesco a capire è l’odio che la parola “comunismo” suscita anche nei lavoratori. Ora si può capire il terrore che questa parola possa suscitare nella classe dirigente, nelle élites del potere, in quanto ne minerebbe la loro esistenza, ma che ad odiarla siano proprio le vittime di questo sistema padronale, non si riesce a comprendere o forse si, i poveri lavoratori tenuti sistematicamente all’oscuro della realtà, vengono manipolati anzi castrati, per meglio gestirli nella realizzazione dei loro sporchi interessi. Purtroppo l’ignoranza si combatte solo con la conoscenza, cosa vietata a coloro che da lor signori vengono considerati non come persone, ma come “macchine da lavoro”.
Si condanna il comunismo per gli errori che in suo nome sono stati commessi, in quanto questa parola è stata utilizzata da dittatori che nulla avevano a che fare con la dottrina di Marx, ma non si condanna allo stesso modo il “capitalismo” pur avendo a suo carico errori di gran lunga più gravi, come lo sfruttamento delle popolazioni tenute nella miseria e l’accumulo dell’intera ricchezza da questi prodotta, in poche mani. Chi in questa lotta ha sempre la meglio sono appunto le élites del potere, avendo a disposizione tutti i mezzi economici, politici e di informazione per cui la lotta è a senso unico, proprio come a senso unico sono le guerre, ribattezzate “missioni di pace” per confondere i poveri cristi. Questo micidiale “sistema capitalistico”, che offende l’intera popolazione del pianeta, è imposto con la forza della menzogna di cui i potenti sono maestri. Eppure basterebbe aprire gli occhi per vederne lo scempio: bambini che non riescono a superare il settimo anno di vita. Ragazzini che vivono ai margini delle discariche per nutrirsi. Disperati che tentano la fuga verso paesi più ricchi. Guerre a ripetizione contro popolazioni disarmate per impadronirsi delle loro ricchezze. Intere nazioni piegate sotto il peso di un debito immorale di cui non si riesce neppure a pagarne gli interessi da usura. Distruzione delle piccole e medie imprese per favorire le multinazionali. La devastante perdita di lavoro con l’impoverimento anche della classe media. Lo sfruttamento sfrenato delle risorse del pianeta, che provoca il surriscaldamento del clima, con disastrose conseguenze. Le crisi a ripetizione che mettono in ginocchio le nazioni favorendone l’ulteriore depredazione da parte di questi speculatori del potere economico. Un sistema immorale che vieta al novantanove per cento degli abitanti di questo pianeta una vita degna e decorosa, quasi che il pianeta fosse una proprietà privata di questi esseri, che se ne sono autoeletti padroni e che stanno trascinando alla distruzione. Occorre altro per capire quanto questo sistema è criminale? La nostra Terra è “nostra” per diritto di nascita, ma questi cannibali ci stanno considerando degli alieni, quasi fossimo gli occupanti abusivi della loro proprietà, privandoci persino dell’acqua che scorre nei nostri fiumi. Sono queste le cause degli effetti nefasti che le popolazioni sono costrette a subire ed è contro queste cause che necessita combattere altro che dividerci per difendere ideologie inesistenti quali “destra-sinistra” che sono la faccia della stessa medaglia. Non si tratta di fare il tifo per la squadra del cuore, qui non esiste nessuna squadra del cuore ma solo e soltanto una squadra: sfruttati e sfruttatori e mentre gli sfruttatori sono tutti uniti appassionatamente per difendere i propri privilegi, gli sfruttati non sono ancora riusciti ad unirsi per combattere contro i propri avversari.

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