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Covid19. In attesa del vaccino, siamo più vicini all’immunità di gregge?

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di Redazione. Ormai un fatto è certo. Il Coronavirus ha ripreso a circolare e a macinare le sue vittime che crescono di giorno in giorno e chi di dovere per arrestarne il contagio non trova soluzione migliore che chiudere gradualmente il paese. Le nostre uniche speranze, per uscire definitivamente da questo incubo, sono appese al tanto atteso vaccino che sembra uscire da un momento all’altro, ma che in realtà non esce mai!

Il processo di sviluppo di un vaccino, infatti, rimane molto complesso e lungo: una volta ‘fabbricato’ va testato sulla popolazione, per dimostrare che c’è una differenza statisticamente significativa tra i vaccinati e i non vaccinati e anche la sua produzione e la sua distribuzione su larga scala non sarà veloce.

Pensate al vaccino anti-influenzale: già esiste, già è in distribuzione, eppure non si trova!

E se tanto mi da tanto, non è irrealistico pensare che per mettere a punto il vaccino anti-Covid i tempi saranno ancora più dilatati, in quanto non sappiamo se quelli che sono in via di sviluppo siano efficaci e se la loro efficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più!

Una cosa è certa: al primo giro non ce ne sarà abbastanza per tutti, ma solo per i lavoratori più esposti e le persone più fragili.

Ma c’è anche una buona notizia: è vero che i contagi crescono, ma crescono anche perchè si fanno centinaia di migliaia di tamponi ogni giorno, come è altrettanto vero che i malati e i decessi di oggi sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli della prima ondata.

Sarà perchè siamo vicini all’immunità di gregge?

Non sta a noi dirlo, ma bisogna insistere con il distanziamento sociale, con l’igienizzarsi e il proteggersi in modo tale da far scendere l’indice di contagio. Occorre mantenere sotto la soglia della criticità la circolazione virale ed immunizzarsi piano piano.

Insomma, aspettando il vaccino, bisogna arrivare all’immunità di gregge, facendo girare il virus lentamente, perché, se gira troppo velocemente, invece dell’immunità di gregge avremo solo una strage di pecore!

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7 Risposte a “Covid19. In attesa del vaccino, siamo più vicini all’immunità di gregge?”

  1. La solita guerra tra poveri che viene aizzata dai soliti noti per distrarre l’attenzione degli italiai dai loro “affari”!

  2. Il raggiungimento dell’immunità di gregge per Covid-19 è una “falsa promessa” che rischia di portare nuovi lutti e indicibili sofferenze: è esplicito il titolo scelto dal sito di Nature per un articolo in cui vengono raccolte le voci contrarie di epidemiologi ed esperti di salute pubblica che spiegano punto per punto le debolezze di questa teoria.

    “Arrendersi al virus” non è una strategia sostenibile secondo Kristian Andersen, immunologo dello Scripps Research Institute a La Jolla (California), tra gli esperti interpellati da Nature. “Porterà morti e sofferenze inaccettabili e non necessarie. Non c’è una bacchetta magica che possiamo usare. Dobbiamo affrontare la realtà: prima d’ora non abbiamo mai raggiunto l’immunità di gregge attraverso l’infezione naturale con un nuovo virus e SarsCoV2 sfortunatamente non fa eccezione”.

    Solitamente si parla di ‘immunità di gregge’ (o meglio ancora di ‘protezione di gregge’) in riferimento ai vaccini che, somministrati ad un’elevata percentuale della popolazione, permettono di difendere indirettamente anche quelle persone che non possono vaccinarsi o che non rispondono adeguatamente al vaccino. “Sono confuso dal fatto che il termine immunità di gregge venga ora usato per definire quante persone debbano essere infettate prima che questa cosa finisca”, sottolinea Marcel Salathé, epidemiologo della Scuola politecnica federale di Losanna.

    Gli esperti sottolineano quanto sia complicato calcolare e monitorare il raggiungimento della soglia di contagi che permetterebbe l’immunità di gregge, sia perché bisognerebbe tener conto dei comportamenti umani che fanno variare l’indice di trasmissione del virus, sia perché i reali dati dell’immunità sono osservabili solo a distanza di molto tempo. Sebbene i calcoli possano indicare un numero preciso, non c’è un momento esatto in cui scatta l’immunità di gregge, bensì un passaggio graduale e variabile. Anche una volta raggiunta, questa condizione non escluderebbe a priori lo scoppio di focolai, come si è già verificato per altre malattie nelle zone in cui calano le vaccinazioni.

    Resta infine da valutare la durata dell’immunità: se dovesse persistere per un anno, l’immunità di gregge non verrebbe mai raggiunta senza vaccino, secondo l’epidemiologa Caitlin Rivers del Johns Hopkins Center for Health Security di Baltimora.

  3. Il COVID ha dimostrato ancora una volta che la classe politica italiana attuale è totalmente impreparata, dovrebbe dimettersi.

  4. Prima che arrivino a vaccinare uno come, un comune mortale, o sono già bello che morto o diventato una “pecora” autoimmune!

  5. A chiudere è facile, ma bisogna anche motivare queste scelte a chi, in questi mesi, ha investito per mettere in sicurezza i loro spazi lavorativi

  6. La situazione è al di fuori di ogni controllo molte categorie sono sul piede di guerra, e con tutta la comprensione che posso metterci, continuo a non capire determinate scelte. Al di là della chiusura di bar e ristoranti, perché affossare ulteriormente il mondo dello spettacolo e dello sport già in ginocchio? Perché chiudere i teatri (simbolo di cultura) se rispettavano rigorosamente le norme, e poi magari consentire l’ingresso nelle chiese? Perché le palestre, che garantivano il giusto distanziamento?

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