Caro Matteo, prima del Cav ci sono tante strade da asfaltare!

La politica italiana cazzeggia. L’Europa fa sul serio. Bruxelles ci tiene sott’occhio temendo che il Belpaese non rispetti il tetto del 3% nel rapporto deficit-pil. Roma, non curante del fatto che proprio per restare sotto quel ‘tetto’ sta salassando da anni ed anni gli italiani con una tassazione record che porta via circa il 50% dei guadagni ad imprese e famiglie, cazzeggia ancora, e s’interroga ancora sulle sorti, per altro già decise in tre gradi di giudizio, di Silvio Berlusconi, sulla grazia, sull’agibilità politica, sul voto segreto o palese da esprimere in Aula quando sarà il momento di votarne la definitiva cacciata dal Senato della Repubblica.
E adesso la domanda del giorno è la seguente: ce la faranno prima al Giglio a raddrizzare la nave che affonda, o le larghe intese del governo Letta a disincagliare Silvio Berlusconi dall’interdizione dai pubblici uffici? In trepida attesa di notizie dall’isola del Giglio per sapere se i “tecnici” ce l’hanno fatta a raddrizzare la Costa Concordia, si confida nel fatto che almeno loro siano più capaci dei “tecnici” di Mario Monti chiamati nel novembre del 2011 alla guida del governo per raddrizzare l’Italia.
In attesa di risposte, ma soprattutto in vista delle prossime elezioni, la politica italiana si prepara, con lo zelo di sempre, in ciò che meglio le riesce: le chiacchiere.
Il redivivo Pierferdy Casini, dopo l’ultimo catastrofico fallimento della “politica dei due forni”, quando fu ripreso per i capelli su uno degli scranni di Palazzo Madama, ci riprova ancora, e annuncia, come se niente fosse mai accaduto, il suo nuovo progetto di un “partito popolare come in Europa” andando a pescare consensi e adesioni da “Scelta civica e dalle parti del Pdl interessate”.
E aspettando che anche Gianfry Fini, compagno di sventura del Pierferdy nazionale, risorga anche lui, da un momento all’altro, dalle ceneri dell’ultima batosta elettorale con qualche altra stravaganza politica, il Sindaco di Firenze interviene baldanzoso e telegenico più che mai alla Festa Democratica di Sesto San Giovanni:Salvare Berlusconi non esiste e poi se andiamo alle elezioni, stavolta asfaltiamo il Pdl”. Evidentemente Matteo Renzi si sente la vittoria già in tasca e oggi deve provare le stesse sensazioni che gli Occhetto, D’Alema, Veltroni, Fassino, Prodi, Bersani e compagnia suonando provarono a loro tempo, quando pensavano anch’essi di avere già vinto ciò che poi la storia consegnò agli annali come cocenti sconfitte.
Comunque, a parte il fatto che il Paese non ha ancora ben capito cosa hanno tanto da festeggiare quelli del Pd nelle loro ‘Feste-Ex-Unità’ dopo il tonfo dei democrat nel governo del grande inciucio con Silvio Berlusconi, gli italiani a fronte della quantità di balzelli che versano nelle casse dello Stato se ne fregano che il futuro leader del Pd prometta di asfaltare Berlusconi e il Pdl, quando invece le strade e i marciapiedi delle principali città italiane non sentono puzza di catrame da una vita e sono massacrate dalle buche peggio di un groviera svizzero!
E poi sarà, ma questa dell’asfalto assomiglia tanto allo storiella del giaguaro rimasto ancora tutto da smacchiare…

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