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Campi di marijuana contro la crisi!

Quando la crisi morde, ognuno si difende come meglio può, anche se a volte le soluzioni proposte lasciano un tantino perplessi! L’ultima trovata per abattere il debito pubblico arriva dal sindaco Bernat Pellisa della cittadina di Rasquera, un piccolo comune spagnolo di appena 900 abitanti, molti contadini e tanti pensionati, vicino a Tarragona. Un referendum ha sbaragliato le reticenze di opposizione e giuristi conquistando il 56,4% dei consensi. E’ passata cosi ‘vox-populi’ la misura chiave del programma anticrisi della giunta monocolore di Erc, il partito repubblicano indipendentista di sinistra che guida il paesino, di coltivare marijuana! La popolazione ha partecipato in massa: il 68% degli abitanti ha votato, considerando la questione vitale per il paese. Rasquera, un comune che vive soprattutto della produzione di olio d’oliva, formaggi e salami, ma presto pure di cannabis, una popolazione che invecchia e che vede i giovani in fuga verso la città, soffoca sotto un debito pubblico accumulato di 1,3 milioni. Ora dovrebbe accettare l’offerta arrivata dalla Asociacion Barcelonesa Cannabica de Autoconsumo (Abcda), un club ”con fini ludico-terapeutici”. Conta 5mila ‘soci’, riuniti per gestire collettivamente consumo e produzione individuali di cannabis, consentiti dalla legge spagnola. La Abcda ha proposto di pagare al comune 36mila euro per l’autorizzazione a coltivare a fini non commerciali la cannabis e di iniettare nell’economia locale 550mila euro all’anno per l’affitto e la gestione dei terreni. Il progetto dovrebbe creare almeno 40 posti di lavoro nel comune, rivitalizzandone l’economia. Il sindaco Bernat Pellisa ha già previsto di assegnare alla coltivazione ‘privata’ della cannabis 7,5 ettari di terreni.

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