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Nel passaggio dalla ‘Fase2’ alla ‘Fase3’ non serviranno più guanti e mascherine, ma solide mutande di latta!

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di Redazione. Quando tutto questo sarà finito, quando il Covid-19 sarà solo un brutto ricordo, quando non saranno più necessari guanti e mascherine per proteggerci dal virus, perchè dalla “Fase2” passeremo alla “Fase3” – dalla padella alla brace !!! – ovvero quella in cui saremo chiamati a fare i conti non solo con i costi dell’emergenza sanitaria, ma anche con quelli del debito pubblico ante-coronavirus, allora avremmo bisogno di solide mutande di latta per pararci le terga dalla manovra economica 2020 che, in un modo o nell’altro, dovrà trovare i soldi per pagare i debiti sin qui accumulati.

Secondo recenti stime si valuta un debito pubblico, tra l’altro in continua crescita e che comunque, oggi come oggi, si attesterebbe sulla modica cifra di 43mila euro pro-capite, anche per i neonati!

Speriamo, però, che almeno stavolta il conto venga equamente redistribuito, senza salassare sempre e soltanto i “soliti fessi”: lavoratori dipendenti, pensionati e seconde case!

Anche se in questo grande paese chi di speranza vive… “salassato” muore!!!

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5 Risposte a “Nel passaggio dalla ‘Fase2’ alla ‘Fase3’ non serviranno più guanti e mascherine, ma solide mutande di latta!”

  1. Condivido appieno quanto denunciato dal Signor Giacomo-TO, ma Marta’88 ha ragione,. Quindi io ci provo: copio il commento e lo invio alla email ([email protected]) della Redazione di Freeskipper ITALIA e vediamo se ce lo pubblicano!
    Forza Signori miei, usciamo dal letargo, prima che questi ci schiavizzino del tutto!

  2. Caro Giacomo-To, hai perfettamente ragione sulla nostra città, ma perchè invece di scriverlo qui nei commenti dove veniamo in pochi a leggere le cose condivisibili che dici, non lo pubblichi come un post che invece viene letto da centinai di persone? Coraggio, abbiamo bisogno di gente come te che faccia sentire la voce nostra, la voce degli invisibili!

  3. Sono pienamente d’accordo con <> stiamo attenti a chi diamo i NOSTRI SOLDI perchè rischiamo di metterli nelle tasche di chi piange miseria ma che invece è imbottito di quattrini. Due mesi di stop non ammazzano nessuno, neppure la gelateria sotto casa che ha ripreso a vendere palline di gelato a 2 euro e 50 cada una!!!!!

  4. Da diversi giorni, un centinaio di persone in maggioranza non italiani è accampata sotto i portici di piazza Palazzo di Città, davanti al Comune di Torino.
    Nessuna distanza di 1 metro!
    Nessuna mascherina!
    Hanno dei cartelli, alcuni scritti in inglese:vogliono una casa!
    Sotto questi portici, c’è un’antica erboristeria della quale sono affezionato cliente: ieri per entrare ho dovuto fare i conti con persone che stazionavano davanti all’ingresso.
    Una situazione a dir poco paradossale: pensiamo alle migliaia di Italiani senza casa e senza lavoro, ai quali a quanto pare nessuno pensa.
    Non ho visto nessun politico di nessun partito, ho intravisto solo molti funzionari della DIGOS che si limitavano a controllare: Questa situazione in tempo di COVID non è pericolosa?
    Altra perla, due giorni orsono il Corriere edizione di Torino, parlava di un possibile DISSESTO del Comune di Torino, un bilancio da brividi.
    Il comico, si fa per dire, è che il Comune di Torino, tiene dai tempi del Chiamparino, immobilizzati 800 milioni di euro in contratti di strumenti finanziari derivati, sottoscritti con fior di banche.
    Assemblea 21 ed un gruppo di Cittadini, avevano sollevato il problema: Assemblea 21 con una raccolta di firme, il gruppo di Cittadini con un esposto alla PDR di Torino, immancabilmente archiviato.
    A chi legge: Vi sembra che questa situazione abbia una logica ed un senso?
    Torino può continuare ad andare avanti così?
    Che fine ha fatto l’opposizione ammesso che esista ancora?
    (Giacomo-TO)

  5. Sono di questi giorni le grida di allarme provenienti da tutte le categorie imprenditoriali, piccole imprese, artigiani, ristoratori, parrucchieri, ecc. ecc. ecc. che chiedono soldi allo stato a FONDO PERDUTO. Non entro nel merito se sia giusto dare o non dare, ma nel debito, come voi dite, c’è anche questo ricordandoci che le categorie che adesso sbraitano sono le stesse categorie che dichiarano l’irpef inferiore ai loro dipendenti.
    un saluto roberto b

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