Tormentone ‘Si Tav-No Tav’: basta, non se ne può più!

di Redazione. In questi giorni si parla solo di Tav e se ne parla tanto, troppo! Non se ne può più!

E nello sfogliare la margherita senza fine del “Sì Tav-No Tav”, c’è addirittura chi s’incarta nella sterile diatriba se declinarla al maschile o al femminile.

D’altronde in un paese dove le chiacchiere contano più dei fatti è normale che sia così.

Quello che invece non è per niente normale è un governo che rischia di cadere per un ‘buco’ dentro la montagna e non per la montagna di debito pubblico, di tasse, di inefficienze, di sprechi, d’incompetenze e disagi che quotidianamente si abbattono sulle spalle dei cittadini. 

Spalle che non sono più larghe e forti come negli anni del ‘boom’ economico, quando gli italiani dopo la guerra si rimboccarono le maniche per ricostruire un paese ridotto in macerie.

Ma forse allora fu “più facile” – tra virgolette – perché si trattava di una ricostruzione materiale, al contrario di oggi dove quella necessaria e improcrastinabile è una ricostruzione morale del paese, una rifondazione etica delle coscienze di chi amministra e governa la cosa pubblica.

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