di Pietro Serbassi, Segretario generale FAST Confsal. Il Documento programmatico di finanza pubblica annuncia un’iniziativa per incentivare l’uso dei mezzi pubblici da parte degli studenti, ma la misura è criticata per la mancanza di risorse, strumenti e tempi concreti.
Il provvedimento, inserito nella Relazione che accompagna la richiesta di attivare la clausola di salvaguardia europea contro il caro energia, si limita a indicare una “buona intenzione” anziché un progetto di governo.
L’idea, pur giusta, non ha una base reale: il caro energia ha spinto l’inflazione al 4,1% e colpito soprattutto le famiglie meno abbienti, ma il documento non prevede investimenti né interventi tangibili per migliorare l’offerta di trasporti.
Per trasformare l’intenzione in progetto servono scelte precise: abbonamenti scolastici a prezzo calmierato con corse aggiuntive negli orari di ingresso/uscita, detrazione fiscale rafforzata, fondo nazionale trasporti indicizzato all’inflazione, formazione per autisti e utilizzo delle risorse europee per abbonamenti per famiglie vulnerabili.
Le misure devono essere accompagnate da indicatori pubblici, come passeggeri, posti offerti e affollamento. La legge di bilancio deciderà se quella riga diventerà una politica.



















