Pensioni. ‘Quota41’ è una bufala: a beneficiarne sarebbe solo chi ha iniziato a lavorare a 18 anni!

I lavoratori dipendenti italiani, i meno pagati nell’Unione Europea, non ci stanno ad essere anche gli ultimi ad andare in pensione! Infatti se non si pone mano alla scellerata Riforma Forenro, gli italiani potranno andare in pensione a 70 anni!!!

Ed ecco allora la proprosta della Lega: “Quota 41”.
🔴PENSIONI 👉 SALVINI VUOLE QUOTA 41 PER TUTTI! LA PROPOSTA DELLA LEGA PER IL POST QUOTA 102 E 104 📄 - YouTube“Quota 41” significa ridurre il requisito contributivo per accedere alla pensione a prescindere dall’età anagrafica?

Sì, ma non per tutti, vediamo il perchè.

Attualmente tutti i lavoratori iscritti all’Inps (dipendenti anche del pubblico impiego, autonomi e parasubordinati) possono andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi se donne) unitamente ad una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei predetti requisiti.

“Quota 41” significa, pertanto, ridurre l’attesa rispettivamente di un anno e 10 mesi (10 mesi per le donne).

Ad esempio un lavoratore classe 1965 che ha iniziato a lavorare a 18 anni senza soluzione di continuità avrebbe i requisiti per lasciare nel 2024, già a 59 anni, anziché alla fine del 2025, a 61 anni.

E’ bene, quindi, comprendere che le platee beneficiarie sono solo i lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto presto o che, pur non avendolo fatto, hanno riscattato il periodo di studio universitario.

Non ci sono effetti positivi per chi ha anzianità contributive inferiori e, pertanto, deve attendere il raggiungimento di un requisito anagrafico per l’andata in pensione (i famigerati 70 anni circa della Fornero!).

In merito giova segnalare che per la pensione di vecchiaia nessun partito accenna ad una riduzione dell’attuale requisito di 67 anni e del superamento del meccanismo di adeguamento automatico dei requisiti alla speranza di vita.

Per cui un lavoratore che ha iniziato a lavorare a 18 anni potrebbe andare in pensione già a 59 anni, chi ha iniziato 10-15 anni dopo dovrà comunque attendere i 67 anni.

Si dice che il problema di una riforma delle pensioni mirata a riportare il limite anagrafico massimo del collocamento in quiescenza a 65 anni, come era prima della Fornero, siano i costi troppo elevati per le finanze pubbliche.

In realtà le casse dell’Inps – a seguto della pandemia e dei cambiamenti climatici, che hanno decimato i più anziani e non solo, lasciando milioni di euro di pensioni non riscosse e mai più riscuotibili – sono tutt’altro che vuote, anche perchè la speranza di vita per i lavortori di oggi non è certo quella dei nostri padri che arrivavano a campare fino a 90 anni! Noi, ahimè, statistiche alla mano, ci congediamo molto prima da questo mondo!!!

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6 Risposte a “Pensioni. ‘Quota41’ è una bufala: a beneficiarne sarebbe solo chi ha iniziato a lavorare a 18 anni!”

  1. Ci sono centinaia di migliaia di lavoratori che sono sulla soglia dei quarant’anni di lavoro e hanno più di sessant’anni.
    Ma vogliamo dare loro l’opportunità di andare in pensione con 40 ANNI di contributi ?
    Vogliamo liberare posti di lavoro ?

  2. Ma non è solo una questione di età anagrafica, ma soprattutto ECONOMICA. Col retributivo questi ci vogliono mandare in pensione con quattro soldi!!!

  3. La Fornero va cancellata, ma non con Quota41, ma rimettendo il limite massimo di 65 anni di età!

  4. Con Quota41 l’unica a ‘godere’ sarebbe mia moglie che passerebbe prima all’incasso della mia pensione di reversibiltà!

  5. Che “Quota41” è una bufala lo hanno capito quasi tutti gli italiani, tranne quelli che hanno votato Salvini!

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