In Italia la genteperbene è maggioranza!

Spopola sui social network la candidatura del popolarissimo pornodivo Rocco Siffredi a sindaco di Palermo, “perché la nostra città ha bisogno di misure straordinarie” recitano gli slogan elettorali. E le allusioni proseguono: “Un programma per il pene comune” e poi ancora “I miei valori? In basso al centro.”, recita un cartellone elettorale che lo ritrae con il dito puntato verso l’immaginario elettore! Ma cos’è? Una bufala? Una goliardata? Una trovata pubblicitaria? O più goliardicamente un “pesce d’aprile”? A fugare ogni sorta di dubbio è, per sua stessa ammissione, lo stesso Rocco Siffredi che dichiara alle agenzie di non correre alla carica di sindaco a Palermo: “Per me la politica è una cosa seria – spiega l’attore – e non mi va di prendere per il culo la gente. In questo momento, poi, meno che mai.”!!! A volte un minimo di buon senso e un briciolo di serietà arriva proprio da chi non te lo saresti mai aspettato! Eppure in questa boutade non è difficile scorgere il segno di un malessere ormai conclamato e diffuso tra la genteperbene di un paese stordito dai ‘bunga-bunga’, depredato dalle furfanterie, vaccinato ad ogni sorta di scandalo, segnato come non mai da profonde e reiterate ingiustizie sociali e sempre più lontano dalla politica e soprattutto antitetico alla pochezza dei politici nostrani! Per cui, anche se fosse, la candidatura del pornodivo non scandalizzerebbe più di tanto, almeno non più di quella di un politico di mestiere! Ma la politica – nonostante ‘loro’ – resta cosa seria, alta e nobile: fondamentale ed irrinunciabile per una società di diritto in quanto norma la vita di tutti noi. La politica non è necessariamente una ‘cosa sporca’, ma cosa necessaria. E’ ‘cosa sporca’ quando è violentata, usurpata e abusata per il raggiungimento del bene personale. Necessaria e imprescindibile quando è rivolta a garantire il ‘bene comune’! E’ ormai tempo che la genteperbene prenda consapevolezza della propria forza e del fatto che in questo paese è maggioranza assoluta: ‘loro’ non mollano, ma noi possiamo mollarli!

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