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Fase 2: “distanziamento” impossibile sui mezzi pubblici!

di Redazione. A Roma in tempi “normali” e ci riferiamo all’ante-coronavirus, salire su un autobus, dopo lunghissime attese alla fermata, era un’impresa che si consumava nello stare uno sull’altro in vetture scassate, sporche e puzzolenti. Idem per la metro, pigiati dentro peggio delle sardine!

Ora, pensare che dal 4 maggio prossimo venturo saremo proiettati nella città ideale, senza traffico e senza smog, con i mezzi pubblici che passano ad orario con vetture e vagoni a numero chiuso al fine di mantenere la distanza di sicurezza tra i viaggiatori – ovviamente tutti muniti di mascherine – è pura fantasia. 

Fantasia che alberga nella testa di chi – politici, manager e grandi professoroni – non è mai salito su un mezzo pubblico!

Ma ecco l’altra grande ideona degli “addetti alla riapertura” del paese: un modello organizzativo della società completamente diverso, basato sulla modifica della mobilità negli orari di punta e degli orari di lavoro, “scaglionando” gli ingressi a scuole e uffici per contenere l’afflusso verso l’imbarco sui mezzi di trasporto.  Il tutto gestito da una “app” dedicata al monitoraggio sui flussi dei cittadini sui mezzi e alle fermate attraverso le celle telefoniche.

Tutto questo, ammesso e non concesso che funzioni (vedi cosa sta succedendo per ottenere i famigerati aiuti di Stato!), potrebbe andar bene per una “piccola” cittadina di provincia con qualche centinaio di abitanti, non certo per le nostre metropoli dove ogni giorno e a tutte le ore si spostano milioni e milioni di persone!

E come volevasi dimostrare oggi a pochi giorni dal “tana libera tutti” del 4 maggio quando saremo chiamati alla prova pratica dei fatti, gli addetti ai lavori – con nostra magra consolazione, credeteci… preferivamo esserci sbagliati – ci danno ragione: “I mezzi di trasporto pubblico non sono in grado di soddisfare i requisiti di distanziamento sociale richiesti dal Governo”.

Lo si legge in una lettera dei presidenti di Agens e Asstta al ministro dei Trasporti Paola De Micheli.

“Il distanziamento ipotizzato di 1 metro per la Fase 2 limita la capacità del sistema dei trasporti di persone al 25-30% del numero di passeggeri trasportati in condizioni di normalità”, spiegano i presidenti Arrigo Giana (Atm Milano) e Andrea Gibelli (Ferrovie Nord Milano).

Insomma, dal 4 maggio si salvi chi può, perchè sarà un “gran casino”!

3 Risposte a “Fase 2: “distanziamento” impossibile sui mezzi pubblici!”

  1. Lo Stato etico secondo Libertà & Progresso – Si puo’ fare: Non è un sogno! –
    Italia unita e indivisibile. Che predilige la pace, ma che difenderà con estrema forza la sua democrazia, il suo territorio, il suo grado di civiltà, le sue tradizioni ed il suo inviolabile diritto all’autodeterminazione.

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