Crea sito

Tutti ad aspettare il voto di domenica, ma non cambierà un bel niente!

di Redazione. Dal voto di domenica – al quale saranno chiamati ad esprimersi gli elettori di appena due regioni dello Stivale – sembra dipendere il futuro dell’Italia e il destino del governo nazionale, del Conte II, tanto per capirci.

Tralasciando il fatto, seppure di non poco conto, che gli emiliano-romagnoli e i calabresi voteranno non per Salvini o per Zingaretti – che già da domani saranno spariti da quelle terre (Di Maio ha pensato bene di squagliarsela ancor prima del voto) – ma per il buon governo di ospedali, scuole, trasporto pubblico, nettezza urbana, strade, verde e via discorrendo della propria regione, esperienza insegna che se persino dopo le elezioni politiche nazionali a cambiare è ben poco, se non certe facce, figuriamoci dopo un voto amministrativo circoscritto a solo due regioni!

Tuttalpiù il voto di domenica verrà giocato nelle segrete stanze dei Palazzi Romani per ristabilire certi equilibri di forza, per prepararsi alle prossime elezioni in questa o quell’altra città, in questa o quell’altra regione o magari per uno dei tanti referendum che bollono in pentola, ma nessuno della maggioranza sarà disposto a mettere in discussione la propria poltrona solo perché la Borgonzoni ha vinto su Bonaccini o viceversa!

La sensazione è quella che ormai ci siamo, o meglio ci hanno assuefatto ad una quotidiana campagna elettorale nella quale tutti parlano e promettono tante belle cose, senza mai combinare niente di buono per l’Italia e gli italiani.

15 Risposte a “Tutti ad aspettare il voto di domenica, ma non cambierà un bel niente!”

  1. Concordo pienamente e totalmente con la Redazione: il voto di domenica NON CAMBIA NULLA.
    Il cambiamento sarebbe fare alla svelta il dimezzamento dei parlamentari – 1.000 parlamentari per 60.000.000 di italiani sono eccessivi.
    Le retribuzioni dei consiglieri onorevolini sono eccssive.
    I privilegi dell Palazzo sono enormi.
    Tutto cambia a parole, l’importante che chi sgobba continui a sgobbare per mantenere presidenti, vice presidenti,…, a fare i nababbi e noi a schiantarci di tasse.

  2. Il pegno per chi perderà le elezioni in emilia romagna sarà, per i partiti della maggioranza la caduta del governo e per la lega, ci sarà la caduta di Salvini??
    un saluto roberto b

    1. Mi dispiace ma la tua analisi è molto azzardata. Secondo me comunque vada, chiunque vinca o perda, a cambiare sarà ben poco! Al limite cambieranno solo le facce in giunta regionale, ma la musica sarà sempre la stessa: parole, parole, parole…….

  3. Tutti uguali: verdi, gialli, rossi… pari sono! Non mi fregano più e domenica me nesto a casa a leggere un buon libro e ad ascoltare musica.

  4. Stimo molto Giorgia Meloni e ci sto facendo un pensierino per domenica prossima… la notte porta consiglio e spero di votare bene. Buon voto a tutti!

  5. Non sono d’accordo sul fatto che il voto di domenica non cambi nulla. non farà cadere il governo giallorosso, ma sicuramente potrebbe scrivere la parola fine alla giunta rossa che da oltre mezzo secolo governa in regione Emilia Romagna. Votare non nuoce, e io voto.

  6. In Emilia Romagna si può fare ancora tanto e meglio, questi di adesso gli ex pci si sono seduti sugli allori, ma adesso si cambia: domenica proviamo a cambiare canale e a sintonizzarci sul buon governo della Lega.

  7. Si fossero presentate avrei votato le Sardine, ma hanno deciso di restare nella loro scatoletta e io cambio tutto e voto LEGA.

  8. Sarà pure vero che votando cambia poco e niente, ma almeno cambiamo questi che stanno lì da settant’anni. Dal dopo guerra, alla caduta del muro alla cacciata degli ex comunisti oggi Pd dall’Emilia Romagna!

  9. Dopo 70anni di dittatura rossa in Emilia Romagna, penso proprio che è arrivato il momento di aprire le finestre far uscire l’aria viziata e farne entrare di nuova e fresca!

  10. La campagna elettorale di Berlusconi in Calabria.
    Tropea, Berlusconi presenta Jole Santelli, candidata alla presidenza della Calabria:
    «Alla mia sinistra c’è una signora che conosco da 26 anni e non me l’ha mai data».
    NO COMMENT… si commenta da solo: è un poveraccio!

  11. Di Maio da buon napoletano e da politico consumato si è tenuta ben stretta sotto le chiappe la poltrona della Farnesina se ne è andato dalla guida del M5s prima di prendere lo schiaffone di domenica in Emilia, chiamalo scemo!?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.