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Quei tromboni che non mollano mai!

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di Redazione. I soliti tromboni a reti unificate, vecchi o giovani che siano, poco cambia, che presidiano giorno e notte i talk show, tanto da far preferire ai telespettatori gli spot pubblicitari alle loro congetture, non mollano il piccolo schermo.

Erano tromboni prima del Coronavirus, lo sono stati nel pieno della pandemia, lo sono adesso e lo saranno, ahimè, sempre!

O almeno fino a quando gli italiani non decideranno il lockdown anche per lortromboni!

Parlano, parlano, parlano! Blaterano, e come si dice tra di noi comuni mortali, si fanno le “pippe mentali” riversandoci addosso i loro sproloqui.

E in certe giornate, come quella di oggi, il martedì sera, a poco serve il telecomando perchè, anche se passi dalla Rai a Mediaset a La7, te li ritrovi sempre e tutti lì! Non se ne può più!

Sanno tutto loro. Sanno di tutto e di più, di economia, di politica, di medicina, di sport, di storia, di filosofia, di arte, di religione, ecc, ecc. Sputano sentenze, dimenticando le figuracce che hanno inanellato nella loro, purtroppo per noi, lunga carriera passata ad ammorbarci, quando tuonavano – per restare sul pezzo – che il Coronavirus era una semplice influenza, poco più di un raffreddore, che le mascherine non servivano a niente, che bisognava tenere aperte tutte le attività, se non quando sostenevano l’esatto contrario di tutto ciò, tanto per dare spettacolo e far salire lo share televisivo!

E oggi se la menano sulle riaperture, domandosi: a cosa è servito chiudere il paese per due mesi?

In tutto questo “teatro” dispiace che a rispondergli siano le migliaia di morti e di ricoverati negli ospedali italiani!

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