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Tutti(!?) in fila a pagare l’Imu, muti e rassegnati!

L’Imu costerà agli italiani – proprietari dell’abitazione in cui vivono – tre giorni di lavoro in più, o almeno questi sono i calcoli della Cgia di Mestre. Per chi invece oltre alla prima abitazione dovrà versare l’imposta municipale anche sulla seconda casa, bè allora la tredicesima di quest’anno sarà solo virtuale! Nonostante ciò, il sottosegretario al ministero dell’Economia, ha rassicurato i proprietari di prime case: per effetti di detrazioni, circa il 30% non dovrà pagare nulla, e il restante 70% verserà circa 200 euro! Logicamente quelle del vice-ministro e della Cgia sono “stime al ribasso” calcolate sul minimo dei metri quadri e su zone ben lontane dal centro storico e comunque dalle grandi metropoli!!! Comunque entro oggi bisognerà pagare! E’ lunedì 18 giugno, infatti, la data ultima per versare la prima rata della rediviva imposta sulla casa, dopodiché scatteranno le sanzioni. Il gettito atteso da governo e enti locali è di 21 miliardi di euro! Alla chiamata devono rispondere proprietari di immobili o chi esercita un altro diritto reale, come usufrutto, uso, abitazione e godimento su un fondo o una proprietà altrui. Pagano anche le persone giuridiche e in caso di separazione il pagamento spetta all’affidatario della casa anche se non ne è proprietario. E per le multiproprietà, l’imposta deve essere versata separatamente da ciascun proprietario o titolare dell’abitazione, in proporzione alla quota posseduta. Sono massimo tre e minimo due le rate stabilite dal governo per pagare l’Imu, in numero maggiore per la prima casa. Entro oggi, quindi, va versato il 33 o il 50% a seconda della soluzione adottata. Per chi paga il tre rate, la prossima scadenza è il 17 settembre, e l’ultima il 17 dicembre. La terza rata è un conguaglio basato sulle aliquote stabilite dai singoli Comuni, che fino al 30 settembre possono aumentare o diminuire le aliquote dello 0,2% per l’abitazione principale e dello 0,3% per gli altri immobili. Per calcolare l’Imu si moltiplica la rendita catastale maggiorata del 5% per il coefficiente moltiplicatore (pari a 160 per abitazioni, box, cantine e solai; 55 per negozi; 80 per uffici), che varia in base alla tipologia catastale. Il risultato di questa moltiplicazione costituisce la base imponibile dell’Imu, che a sua volta dovrà essere moltiplicata per l’aliquota che, per la prima rata, ammonta allo 0,4% per la prima casa, 0,76% per gli altri immobili e 0,2% per i fabbricati rurali strumentali. Per ottenere l’importo netto da versare, bisogna, infine, sottrarre all’imposta lorda le detrazioni previste per la prima casa (200 euro e, solo per il 2012 e il 2013, 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni che risiede nell’abitazione principale). Per pagare l’Imu bisogna compilare il modello F24, scaricabile sul sito dell’Agenzia delle entrate e su Poste Italiane. Il modello va poi pagato in banca, alla posta, presso Equitalia o anche online, sul sito dell’Agenzia delle entrate. Non sono positivi i dati emersi da un sondaggio realizzato da Unimpresa nella rete dei Caf, secondo il quale circa il 40% dei contribuenti non verserà la rata in scadenza domani. Un altro 25% non avrebbe intenzione di pagare l’Imu quest’anno per aspettare il prossimo. Le sanzioni a cui si va incontro sono una maggiorazione dello 0,2% per ogni giorno atteso se si corrisponde il dovuto entro 14 giorni dalla data di scadenza, se il ritardo va tra i 15 e i 30 giorni la sanzione sarà del 3% più gli interessi. Infine, per ritardi di un anno la maggiorazione è del 3,75% più mora, e se non si pagherà affatto la multa arriverà al 30%.

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