Europa federale: uno Stato-nazione come Usa, Russia e Cina. O saremo frantumati.

di Francesco Alberoni. È finita l’epoca dei grandi imperi politico-ideologici americano e sovietico, agglomerati di nazioni unificate dall’organizzazione politico-amministrativa e militare di una nazione egemone.

Con la globalizzazione formalmente tutte le nazioni sono uguali, siano esse ricche come gli Usa o povere come il Guatemala. Ma è una visione errata, perché al posto degli imperi politico-ideologici si sono consolidate alcune nazioni che sono da sole delle superpotenze: gli Usa, la Russia, la Cina, l’India. Sono comunità politiche cementate dalla storia, spesso da una lingua comune, sempre da una lunga tradizione culturale. Sono queste potenti nazioni le nuove protagoniste della geopolitica. Esse sole sono in condizione di sottrarsi ai poteri sovrannazionali economici o comunicazionali ed hanno strumenti per imporre dazi, fare negoziati e dare regole valide per tutti.

L’Europa invece non è diventata una nazione, e per questo sono nate in essa delle spinte centrifughe che vorrebbero dare il potere (sovranismo) alle decine di Stati nazionali che la compongono. Il risultato dell’impotenza europea è una vera e propria devastazione del sistema produttivo e dell’alta cultura umanistica e scientifica tipica del nostro continente.

Se vogliamo sopravvivere, non farci frantumare ed impoverire, dobbiamo avere il coraggio di trasformare l’intera Europa in una superpotenza nazionale allo stesso livello di Usa, Russia, Cina, India.

La strada maestra è di creare uno Stato federale con pochi poteri ben definiti come gli Usa o la Svizzera. Possiamo farlo utilizzando in modo nuovo gli organi comunitari esistenti: il Parlamento potenziato, il Senato (rappresentato dal Consiglio d’Europa riformato con l’eliminazione dell’unanimità). L’esecutivo, rappresentato dalla Commissione. E una corte federale, lasciando ad ogni nazione il diritto di conservare i propri costumi, le proprie tradizioni, le proprie specificità etiche o gastronomiche.

Questo Stato-nazione dovrà difendere ad ogni costo e potenziare al massimo le nostre risorse economiche, culturali e scientifiche. Cioè quello che, negli ultimi secoli, ci ha dato un vantaggio sul resto del mondo.

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