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Chirurghi in fuga: stipendi bassi, aggressioni e turni infernali. Sale operatorie a rischio chiusura.

di Redazione. Siamo alla fuga dei ‘camici bianchi’ e in particolar modo dei chirurghi dal Servizio Sanitario Nazionale: tra prossimi pensionati, medici in carriera che scelgono di andare all’estero e giovani laureati in Medicina che non vogliono più fare i chirurghi, la situazione rischia di essere devastante per i pazienti. I giovani si allontanano dalla chirurgia: guadagni scarsi e turni massacranti, ripetute aggressioni in corsia e soprattutto l’elevato rischio di contenziosi legali post operatori, poi difficoltà di accesso e di stabilizzazione lavorativa.

Ce n’è abbastanza per lanciare l’allarme rosso.

A rischio chiusura le sale operatorie di molti ospedali, specie del Sud, mentre in Veneto le strutture private di Germania, Francia, Inghilterra e Arabia Saudita saccheggiano i medici più bravi pagandoli anche il triplo. Si sta così negando il diritto alla salute, aggravato anche dalla crisi economica che non consente ai meno abbienti di potersi curare.

Così siamo al paradosso, con l’Italia già costretta a importare chirurghi dall’Est europeo, con metodi di preparazione completamente diversi.

7 Risposte a “Chirurghi in fuga: stipendi bassi, aggressioni e turni infernali. Sale operatorie a rischio chiusura.”

  1. Anzichè ammazzarsi sui libri, cari giovani datevi alla Politica è possibile diventare parlamentari anche senza arte e parte, vi fate un mandate ed avete risolto i problemi.
    Studiare e sgobbare sui libri non paga in Italia. In Italia servono lacchè pronti ad inchinarsi al politicante in voga di turno. Non vi ammazzate sui libri non conviene.

    1. Studiare alla fine paga sempre. Ma lo studio non deve essere finalizzato a se stesso, ma calato nella realtà lavorativa di tutti i giorni. Non c’è niente di male, ad esempio, se un giovane laureato decide di rimboccarsi le maniche e mettere sù un’azienda agricola. Oggi non si parla più di contadini, ma di agronomi: gente che ha studiato per di fruttare al meglio la terra e i suoi prodotti.

  2. Ormai va da sè che lo Stato più riscuote dai contribuenti, più spende: ormai è una spirale senza fine… e noi sudditi, paghiamo le loro dabbenaggini zitti e mosca!

  3. Mancano i medici e il governo cosa fa? Mantiene il numero chiuso a Medicina e invece di snellire il corso di laurea e la specializzazione- 11 anni a studiare senza fare pratica e senza beccare un centesimo – chiude interi reparti, seno addirittura gli ospedali e paga i medici in servizio quattro soldi!

  4. “Certuni sarebbero saggi, se non fossero persuasi di esserlo”.
    (Baltasar Gracian, gesuita spagnolo filosofo e scrittore – 1601\1658)
    Vorrei partire da quest’aforisma per fare alcune considerazioni.
    Sulla Sanità, come sulla Giustizia, si sono versati fiumi di inchiostro e fatti Convegni su convegni.
    La Sanità non funziona perchè nei Cda degli Ospedali è da sempre entrata la POLITICA.
    Quando la Politica entra nelle banche, nelle scuole, nella sanità e nella giustizia si finisce male.
    Il compito della politica è quello di fare buone leggi per la maggioranza e non per i furbetti.
    Oggi la politica è dappertutto questo è il problema, mentre deve limitarsi a fare Buone leggi per la maggioranza. La politica non è potere ma SERVIZIO ed il servizio è pagato come tale e non come un incarico principesco. La Sanità può funzionare meglio ma devono essere eliminati i politici da questa, e lasciarla gestire ai Medici.

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