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Chi annega Venezia?

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di Alessandro Sallusti. Scommetto che adesso ci diranno che ha ragione Greta, che Venezia è vittima del cambiamento climatico che sposta le acque e desertifica le terre.

Palle, le acque si spostano dai tempi di Mosè, quella che oggi chiamiamo Italia è stata gravemente alluvionata, a volte devastata, centinaia di volte nel corso dei secoli, quando la plastica, le auto e gli aerei erano di là da venire.

La differenza rispetto al passato è che allora non c’era che morire e subire, oggi potremmo difendere le nostre terre, il nostro patrimonio e noi stessi, se solo usassimo al massimo ciò che la tecnologia ci ha messo a disposizione.

Se non accade non è colpa del clima, ma degli uomini, delle loro debolezze, delle ideologie ambientaliste e da «decrescita felice» che intralciano e rallentano la costruzione di adeguate difese dalle bizze della natura nemica.

Venezia è sott’acqua perché non c’è ancora in funzione il Mose – la barriera artificiale per arginare le maree – nonostante in molti abbiano demonizzato questo sistema, pensato ormai trent’anni fa. «Rovina l’ecosistema, costa troppo e non serve a nulla», ci hanno detto. E allora non piangiamo se Venezia va sotto e se, a furia di andare sotto, un giorno o l’altro scomparirà del tutto, con buona pace delle cozze e dei molluschi che potranno liberamente riprodursi.

La magistratura e la politica, con i suoi malaffari, hanno fatto di tutto per intralciare l’ultimazione di questo «mostro» miliardario (ne sono già stati spesi più di cinque).

Invece di cacciare gli incapaci e arrestare sì i ladri ma continuare l’opera, se la sono presa (magistrati e politici) soprattutto con l’opera a corrente alternata, in base a chi era chiamato a governare il Paese e il territorio. Uno stop and go inaccettabile che ha prodotto solo ritardi e sprechi, tali da rendere il Mose oltre che iper costoso tecnologicamente vecchio.

Nella sostanza la storia del Mose non è poi così diversa da quella della Tav e dell’Ilva, cioè quella delle grandi opere – e delle grandi industrie – viste come il male assoluto, avversate ieri dalla sinistra ambientalista e oggi dai grillini, oltre che da punire in sé per l’ala più ideologizzata della magistratura.

Altro che Greta e pm.

L’Italia ha bisogno di imprenditori e finanzieri disposti a rischiare dentro regole certe. E di politici che li tutelino invece di lasciarli in balìa del primo fesso che passa. Il problema nasce quando il fesso è la stessa persona che fa politica, la politica dei «no». Un tema quanto mai attuale.

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4 Risposte a “Chi annega Venezia?”

  1. Sig. Sallusti, dal suo post noto che ignora le dinamiche della laguna di Venezia.Lei scrive “nonostante in molti abbiano demonizzato questo sistema, pensato ormai trent’anni fa. «Rovina l’ecosistema, costa troppo e non serve a nulla»,” io le rispondo: certo che rovina l’ecosistema e le faccio due esempi. La laguna ha tre bocche di porto da dove entra o esce l’acqua del mare, adesso con i lavori del MOSE queste tre bocche di porto sono state strette per cui l’acqua del mare entra molto più velocemente amplificando gli effetti della marea. Adesso prenda un catino (la laguna) della capienza di tre litri lo riempi di una certa quantità di terra e poi provi a versare tre litri di acqua e guardi il risultato. Questo e quello che succede nella laguna a causa delle zone industriali di Marghera che sono state imbonite e che tutt’ora ancora succede e poi ci sono le valli da pesca che avrebbero dovuto essere aperte e che invece sono chiuse . Per chi non lo sapesse, e lei gent.le direttore forse non lo sa, una valle da pesca chiusa è come se la laguna fosse imbonita. Per non parlare del canale dei petroli ecc.ecc.
    Per salvare Venezia bisognerebbe cominciare a restituire quello che alla laguna si è tolto.
    un saluto roberto b

  2. Liberiamoci di politici e riprendiamoci il parlamento e le istituzioni: potere al popolo! Potere a chi lavora!

  3. “La magistratura e la politica, con i suoi malaffari, hanno fatto di tutto per intralciare l’ultimazione di questo «mostro» miliardario (ne sono già stati spesi più di cinque).”
    In ITALIA sarebbe da introdurre la elezione dei signori giudici. Ogni 5 anni i giudici si devono sottoporre al giudizio del Popolo,visto che amministrano la giustizia in nome del Popolo.
    Oggi a 25 anni vinci il concorso e per tutta la vita Giudichi, negli USA i giudici sono eletti dal Popolo e le giurie le trovi anche nei processi civili.

  4. Una umile constatazione, ma la Regione Veneto non è a guida Leghista. Il suo governatore quando appare, sembra un divo di Holliwood. Chi governa la Regione non ha qualche responsabilità politica,…Quello che non comprendo è che in Italia non esista una “responsabilità politica” prevista espressamente da qualche legge. C’è la responsabilità civile, penale, amministrativa, ma non c’è la responsabilità politica, perchè?
    Chi governa a livello comunale,.. se governa male deve pagare di tasca propria.
    Una riforma introdurre in Italia una responsabilità politica: Si danno da fare per essere eletti e divenire classe dirigente, OK si assumano però le RESPONSABILITA’ per le decisioni politiche errate che provocano danni alla collettività.
    Basta con i soli onori, cominciamo a parlare di ONERI per una classe politica che ha portato il Paese alla attuale situazione e questo da Nord a Sud!!!

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