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La legge della “loro” stabilità!

Il governo con una mano dà 10 e con l’altra toglie 100! La legge di stabilità, della “loro” stabilità sulle poltrone per almeno tre anni con il bene placido della Troika, è semplicemente ridicola: una presa in giro nei confronti di tutti gli italiani, persino degli evasori che alla pompa di benzina saranno costretti, pure loro, a pagare pegno! Neanche 100 euro in più all’anno di cuneo fiscale (98 per l’esattezza, poco più di 8 euro al mese), contro tributi che vanno da 182 euro l’anno (per un lavoratore dipendente in affitto) a 900 euro (per un pensionato con la casa di proprietà). Una vergognosa presa in giro, o meglio un vero e proprio raggiro, effetto della legge di stabilità secondo le simulazioni condotte su sei tipologie di reddito effettuate dall’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori (ONF). Il governo aveva promesso una legge di Stabilità in grado di far ripartire l’economia, restituire sollievo a lavoratori e pensionati con la riduzione del cuneo fiscale: ridurre il mare magnum di tasse e balzelli che assilla gli italiani, cancellare la seconda rata dell’Imu prima casa in pagamento a dicembre. Ma, con un’abilità degna del miglior illusionista, il governo ha mascherato, con la rimodulazione della tassazione immobiliare, la Service Tax, un pesante tributo che si aggiunge all’Imu e che colpirà anche gli inquilini oltre che i proprietari, coinvolgendo anche la prima casa, cancellando le detrazioni per i famigliari a carico. Dunque, il governo – stando alle stime delle associazioni dei consumatori – con una mano eroga 98 euro di cuneo fiscale l’anno, con l’altra toglie 900 euro di Trise, stangando così lavoratori e pensionati. Non è certo questa la strada da seguire per rilanciare l’economia, uscire dalla crisi e dare sollievo a 9 milioni di famiglie scese sotto la soglia di povertà per la crisi sistemica che ha distrutto milioni di posti di lavoro, gettando nella disperazione anche il ceto medio. Stipendi e pensioni hanno bisogno di una energica e sostanziale trasfusione. Non basta certo qualche spicciolo di euro per rimettere in piedi l’economia italiana massacrata a botte di tasse per compiacere i desiderata delle cancellerie europee e della Troika.

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