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Guerracrazia. di Pier Giorgio Tomatis

Risultati immagini per Postremo Vate "La mezzaluna, la stella e la croce"di Pier Giorgio Tomatis. E’ arrivato l’anno nuovo e con esso anche i soliti, vecchi, problemi. La democrazia Occidentale risponde alla chiamata alle urne con la seria minaccia di una guerra catastrofica. Vorrei parlare in quest’occasione delle guerre vaticinate dal nostro autore Postremo Vate per esempio nel suo “La mezzaluna, la stella e la croce” ma non è Letterario il conflitto che si profila all’orizzonte.

Per comprendere una guerra bisogna sempre domandarsi chi ci guadagna e cosa. Gli Stati Uniti sono prossimi alle elezioni e ogni Presidente (senza eccezioni) in concomitanza con le consultazioni elettorali si fa prendere la mano e la avvicina sempre alla famosa ventiquattrore sede dell’altrettanto noto bottone per scatenare un’orgia nucleare.

Un altro buon motivo (perdonate l’ironia) per trovarsi sull’orlo di una crisi di nervi è quello dell’oro nero.

L’Iran è un buon produttore di greggio (il quarto al mondo e recentemente ha scoperto un giacimento da 53 miliardi di barili, circa un terzo di quanto produce attualmente) e per ovvie ragioni non ha buoni rapporti con gli USA tanto che, a seguito dell’uscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, il Paese mediorientale ha ottenuto il ripristino delle sanzioni statunitensi e una maggiore difficoltà a vendere il suo petrolio all’estero.

Un secolo fa il nostro Continente stava concludendo il periodo della cosiddetta Belle epoque (il progresso aveva esaltato le libertà individuali specie se lo si confronta con i periodi precedenti) e dopo una devastante Grande Guerra si avviava a creare i presupposti per l’insorgere di quella successiva caratterizzata dall’ascesa del nazismo e del crollo del concetto stesso di Libertà.

Noi italiani, nello scacchiere internazionale, contiamo meno di una zanzara ma io mi permetto di ricordare quella massima che credo fosse di Woody Allen e che recitava così: “una zanzara non può fermare un treno ma può riempire di morsi il macchinista”.

Ebbene, sono quasi certo che non faremo nemmeno quello. Forse ci scapperà una preghiera ma rigorosamente mai a ore pasti… Da Editore e da Letterato io non smetterò di aiutare chi vuol comprendere cosa sta succedendo. A confondere le menti ci pensano altre figure professionali.

Un saluto a tutti e speriamo che ci sia il tempo e il modo di poter parlare di altro.

3 Risposte a “Guerracrazia. di Pier Giorgio Tomatis”

  1. Lega, M5s, Pd, ecc, ecc, li abbiamo provati tutti e adesso non ci resta che rimpiangere Craxi, Andreotti e Cirino Pomicino (per latro l’unico rimasto in vita, ma con ancora tanto granus salis in capoccia!!!)

  2. Ciao Giacomo-TO, penso di sapere a chi Ti riferisci, penso che si tratti della LEGA.
    Lega che a Torino ho frequentato per anni, e dove c’è un ristrettissimo gruppo di comando.
    Gli altri lavorano per il gruppetto che alla fine si spartisce le candidature.
    Io ed altri siamo andati via perchè è proprio come Tu dici: non devi infastidire il gruppetto.
    Ricordo che il Salvini aveva commissariato la Lega Torinese e la sua capa parlamentare, ora è di nuovo in Parlamento e più forte di prima. Fare politica in un partito come la LEGA: meglio andare a giocare a bocce.

  3. Sono poche le trasmissioni radiofoniche e televisive, che fanno divulgazioni su temi importanti.
    Sapere è potere, non sapere è non Potere.
    Il petrolio ha scatenato guerre e continuerà a scatenarle.
    L’Italia conto poco per un semplice fatto: Ha perso una guerra ed ha firmato una resa senza condizioni.
    Anche la Germania ha perso ma nonostante ciò la Germania ha un peso, perchè ha politici concludenti, e la mentalità tedesca non è come la nostra intrisa di opportunismo e furbizia.
    SE a questo aggiungiamo chi è attualmente alla Farnesina.
    Il sig.Di Maio è una simpatica persona, il problema è se ha le qualità politiche per ricoprire un incarico di grande responsabilità e che richiede un’esperienza ed una preparazione notevoli.
    L’esperienza non si impara a scuola, figuriamoci se non si possiede nemmeno un’adeguata preparazione scolastica.
    Chiesi tempo fa ad una parlamentare perchè non si costituiva all’interno del partito al quale apparteneva un Gruppo di Lavoro che si occupasse di Contabilità Pubblica: “Non è una materia che possa riguardare il partito, poi ci sono già altri Gruppi di lavoro”. Non ero iscritto a quel partito, come non lo sono ad altri, ma questo è emblematico: Troppo preparati, meglio di no. Meglio buoni gregari che non insidiano il gruppetto di controllo del partito, che non nomino.
    In Italia non sono ben visti coloro che sanno, non è un caso che molti validi e giorvani ricercatori debbano andare all’estero.
    Meglio parlamentari e ministri così così, danno molto ma molto meno fastidio.

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