67 anni per andare in pensione, 15 per goderla.
67 anni per andare in pensione, 15 per godersela, salvo complicazioni! È la matematica spietata della riforma Fornero, entrata in vigore nel dicembre 2011, nel pieno di una crisi economica che aveva messo in ginocchio l’Italia. Il governo tecnico guidato da Mario Monti doveva salvare i conti pubblici e lo fece anche a spese dei lavoratori.
Il decreto-legge 201/2011 cambiò profondamente il sistema previdenziale. Dal 2019, l’età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni, con un meccanismo di adeguamento alla speranza di vita.
Prima, le donne potevano andare in pensione a un’età inferiore rispetto agli uomini, mentre per questi ultimi il requisito ordinario era fissato a 65 anni. Oggi, per la pensione di vecchiaia, il requisito ordinario è di 67 anni e, in presenza di ulteriori adeguamenti alla speranza di vita, potrebbe aumentare ancora.
La riforma ha inoltre esteso il metodo contributivo, secondo il quale l’importo della pensione è legato ai contributi versati durante l’intera carriera lavorativa, superando progressivamente il precedente criterio retributivo.
I numeri raccontano una storia molto diversa rispetto al passato. Nel 1957, per alcune categorie di lavoratori, potevano bastare 60 anni di età e 15 anni di contributi per accedere alla pensione.
Oggi, per la pensione di vecchiaia, servono ordinariamente 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Sette anni in più di lavoro per maturare il diritto alla pensione.
Con una speranza di vita media alla nascita che in Italia supera gli 82 anni, secondo i dati ISTAT, rimangono mediamente poco più di 15 anni dopo il raggiungimento dei 67 anni. A Dio piacendo!
Una volta, il tempo della pensione durava molto di più.
L’Italia presenta oggi un’età ordinaria di pensionamento tra le più elevate d’Europa. In altri Paesi, come la Francia, l’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni ha provocato forti proteste sociali, culminate nelle mobilitazioni del 2023.
Insomma, nel Belpaese il tempo della vita si è allungato, ma quello della pensione si è accorciato. È un paradosso che ridisegna il patto tra generazioni e pone una domanda fondamentale: dopo una vita di lavoro, quanto tempo dovrebbe restare per godersi finalmente la pensione?



















