Crea sito

Se vincono, scoppiano. Se perdono, cadono. di Alessandro Sallusti

di Alessandro Sallusti. In queste ore la domanda di chi ancora si appassiona alle cose della politica non è chi vincerà le elezioni di domenica in Emilia-Romagna (centrodestra o sinistra) ma cosa succederà dopo, sia in un caso che nell’altro, stante l’estrema incertezza del risultato.

Pd e Cinque Stelle hanno mobilitato la grancassa della propaganda per dire che – comunque vadano le cose – nulla cambierà per il governo. Ovvio che si tratta di una balla, al massimo di un desiderio che tale resterà.

Il precedente governo gialloverde è morto una domenica sera dello scorso maggio, quando si votò per le elezioni europee, proprio perché la Lega, partito di minoranza del governo, aveva stravinto e i Cinque Stelle, partito di maggioranza, avevano straperso. Si verificò insomma sul campo un ribaltamento di forze dentro una maggioranza costruita a tavolino, che non poteva reggere l’urto dei legittimi appetiti dei vincitori e delle ovvie frustrazioni degli sconfitti.

Bene che vada – cioè se dovessero vincere – per le attuali forze di governo domenica sera succederà la stessa cosa, con un Pd (oggi minoritario nel governo) vicino al trenta per cento e i Cinque Stelle (maggioranza nel governo) abbondantemente sotto il dieci. Una situazione insostenibile da reggere, se non attraverso un profondo rimpasto che riequilibri le forze reali dei due partiti. Possibile che i Cinque Stelle procedano a una loro sostanziale eutanasia a cuor leggero nonostante il passo indietro di Di Maio? Tenderei ad escluderlo. Inizierà quindi una fase di logoramento e tensioni tra alleati che, oltre a paralizzare ulteriormente il Paese, sfocerà più prima che poi in una inevitabile rottura.

Non parliamo poi dell’ipotesi che a vincere in Emilia-Romagna sia il centrodestra. Per il Pd sarebbe una catastrofe e Zingaretti, già debole oggi, avrebbe i giorni contati. Quel poco che resta della credibilità e dell’autorevolezza del governo verrebbe definitivamente azzerato, le Sardine sparirebbero sott’acqua, Conte sarebbe in balia delle crisi isteriche dei suoi soci, il Quirinale si troverebbe in grave imbarazzo a difendere l’indifendibile come in qualche modo ha fatto negli ultimi due anni.

In ogni caso, quindi, da lunedì assisteremo a un altro film rispetto a quello oggi in onda. Se meglio (crisi di governo subito) o peggio (tirare a un po’ a campare) lo capiremo vivendo.

5 Risposte a “Se vincono, scoppiano. Se perdono, cadono. di Alessandro Sallusti”

  1. Se vince uno o se vince l’altra certo non sarò io a vincere, alle prese con uno stipendio troppo basso e tasse troppo alte e con servizi prossimi allo zero!

  2. Come semplice Cittadino e non esperto azzardo la mia ipotesi: Se vincerà il Centrodestra sarà un problema del Centrodestra fare RISULTATI CONCRETI.
    Il PD è come l’araba fenice, risorge sempre dalle ceneri e in un modo o nell’altro dice la sua.
    Non si dimentichi la galassia che ruota attorno al PD:Sindacati, Associazioni varie, bocciofile,…
    e questa galassia regge dal 1948 quando ancora esisteva il P.C.I. Vivo da sempre in Piemonte ed ho toccato con mano una realtà la sinistra è sempre in piedi in qualche modo.
    La parabola discendente di Luigino core e papà è emblematica: Se vincerà Salvini, la LEGA avrà il suo bel da fare a dare risultati in una terra da sempre ribadisco da sempre di Sinistra.
    Oggi il Paese attende risposte e se non arrivano:vedere quanto accade al M5S.
    In ogni caso vinca il migliore.

    1. Purtroppo consdierati coloro che chiedono il voto a emiliani, romagnoli e calabresi, forse sarebbe il caso di dire: che vinca il peggiore!

    2. Però in Emilia le cose vanno bene rispetto al resto del Paese, se vince Salvini è sufficiente proseguire, ma guarda come va in Umbria e Sardegna, raccontavano di rinascimento e adesso son messi peggio di prima

Rispondi a Giacomo-TO Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.