Salvini in affanno sotto il 5% rincorre le idee della sinistra.

di Mario Barbato.  I recenti sondaggi politici mostrano un momento di difficoltà per la Lega, che è scesa sotto la soglia del cinque per cento dei consensi. Per riguadagnare la fiducia degli elettori, il leader del partito, Matteo Salvini, ha deciso di concentrare la sua attenzione sui problemi della mobilità e sul costante aumento del prezzo della benzina. Nel fare questo, ha iniziato a proporre alcune soluzioni che erano già state avanzate dai partiti di opposizione, e in particolare dal Partito Democratico, che fino a oggi non erano mai state prese in considerazione dal governo.

La prima proposta riguarda l’introduzione di una tassa speciale sugli extra profitti delle grandi società dell’energia. L’idea è quella di prelevare una parte dei forti guadagni accumulati da queste aziende per finanziare aiuti alle famiglie e alle imprese contro il caro carburante. Questa misura era stata chiesta a più riprese dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Sebbene Salvini abbia deciso di fare sua questa battaglia, la proposta crea tensioni all’interno della stessa maggioranza di governo, trovando la contrarietà di Forza Italia. Nel frattempo, l’Unione Europea ha ricordato che ogni nazione è libera di approvare questa tassa in totale autonomia.

Un altro tema molto discusso riguarda l’intenzione di rendere i trasporti pubblici completamente gratuiti per tutti i minorenni. Anche su questo punto l’opposizione ha fatto notare che esisteva già una proposta di legge per fare forti sconti agli studenti fino a venticinque anni, che però non è mai stata discussa in Parlamento. Il rischio principale di questa iniziativa è la mancanza di soldi pubblici per coprirne i costi. Se lo Stato impone la gratuità senza dare nuovi fondi alle Regioni e ai Comuni, le aziende di trasporto subiranno un taglio delle entrate e questo potrebbe causare una riduzione dei servizi o un aumento dei prezzi per i biglietti degli adulti.

Migliorare la mobilità in Italia resta comunque una priorità fondamentale, dato che i dati ufficiali mostrano come sette persone su dieci non utilizzino mai i mezzi pubblici, mentre il numero di automobili in circolazione ha superato le settanta vetture ogni cento abitanti. Gli esperti stimano che il traffico, l’inquinamento dell’aria e gli incidenti stradali costano ogni anno all’Italia circa cinquantasette miliardi di euro. Convincere più cittadini a lasciare l’auto a casa per salire su autobus e treni permetterebbe quindi di ridurre drasticamente queste enormi spese sociali, portando un grande vantaggio per le casse dello Stato e per la salute di tutti.

L’ultima questione aperta riguarda la sicurezza del personale di bordo. In seguito a un grave fatto di cronaca avvenuto a Bologna, il governo ha modificato il codice penale per punire molto severamente, fino a sedici anni di carcere, chiunque aggredisca i lavoratori delle ferrovie. I sindacati e i partiti di minoranza chiedono però di estendere subito queste tutele a tutto il settore. Esisteva infatti un piano nazionale del 2022 che mirava a proteggere non solo chi lavora sui treni, ma anche gli autisti degli autobus e dei tram cittadini, che al momento sono stati esclusi dai nuovi provvedimenti e si sentono considerati lavoratori meno protetti.

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