di Attilio Runello. “Il fotovoltaico sì, purché non si consumi suolo. É questa la battaglia portata avanti dopo la trasformazione di una grande area verde (privata) in un maxi campo di pannelli fotovoltaici. Succede a Villasanta e la battaglia si combatte on line con una petizione sulla piattaforma Change.org che ha raccolto già diverse centinaia di adesioni”. Monza today.
Sulla promozione delle fonti rinnovabili siamo tutti d’accordo.
Persino la destra con questi governo – meno sensibile della sinistra alle problematiche legate ai cambiamenti climatici – ha promosso con i soldi del PNRR molti campi eolici e fotovoltaici al punto da fare crescere l’energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili del dieci per cento. Tuttavia se ne sarebbero potuti e dovuto fare molti di più considerando che i soldi del PNRR sono stati messi a disposizione per la transizione energetica
Infatti molti comuni hanno innalzato le barricate. Come mai?
Perché dopo i tanti proclami della sinistra ambientalista, e non solo, sulla importanza di difendere il polmone verde della Amazzonia, battaglia ormai abbandonata, e sulla necessità di abbandonare la produzione di energia con fonti fossili per rimpiazzarla con le fonti rinnovabili e l’altra battaglia sull’uso delle auto elettriche le masse che manifestavano non si sono rese conto dei risvolti pratici
E i risvolti pratici sono che le auto elettriche costano il doppio di quelle endotermiche. E soprattutto che i parchi eolici e fotovoltaici deturpano il paesaggio. E cioè sono brutti da vedere.
Ma quanti ne occorrono perché ci sia una effettiva ricaduta sulla produzione di energia?
Una stima attuale parla di una superficie di parchi fotovoltaici pari alla estensione di due nostre province di medie dimensioni. Detto in altro modo si tratta di seimila chilometri quadrati di superficie ricoperta da pannelli.
Pensavate che era sufficiente mettersi due pannelli a testa sul balcone? E vi siete sbagliati di grosso.
E questo è il risultato di progettare le cose sull’onda emotiva prodotta da Greta Thunbrrg o affidarsi ad ingegneri che fanno studi di fattibilità.
Ci siamo rivolti a Greta? E adesso il governo si è rivolto agli ingegneri e si è trovato fi fronte gli ostacoli di molti comuni che si sono svegliati con un campo agricolo trasformato in parco di pannelli.
Per non parlare della Sardegna dove la presidente Todde dopo aver vinto le elezioni ha bloccato il progetto approvato dalla Regione con la amministrazione precedente di ben 39 parchi eolici posti dove tira il vento. Ci sono soluzioni alternative? Certo ma non in grado di coprire il fabbisogno energetico del paese.
