In questa torrida estate italiana, per chi resta in città, non c’è altra soluzione che chiudersi in casa col condizionatore e la tv sempre accesi!
Ma se lo split fa il suo dovere, la tv fa flop. Film vecchi, visti e rivisti, repliche su repliche e prima del TG1 il solito quizzone estivo: “Reazione a Catena”!
Soltanto che quest’anno il livello è scaduto ai minimi storici, e non di poco: peggio di una bottiglia di latte dimenticata fuori dal frigorifero!
Le cosiddette ‘campionesse’ – una terna ormai in carica da mesi, mesi e mesi – non schiodano dal trono, nonostante la loro modestia che diventa disarmante e avvilente soprattutto nel gioco clou del programma: L‘Intesa Vincente. Una prova nella quale due concorrenti devono far indovinare al loro compagno di gioco, con la mano sul pulsantone, una serie di parole nascoste.
Ebbene, nelle scorse edizioni si arrivava tranquillamente a indovinare una trentina di queste parole. Oggi, quando va benone, si arriva – sudando sette camicie – ad appena una decina di parole indovinate!
Gli sfidanti, quei pochissimi che riescono a non fermarsi a quota ‘zero’, arrivano ad indovinare al massimo due o tre parole.
E allora, per le “campionesse”, come – si ostina a chiamarle il conduttore – la strada verso il gioco finale è praticamente spianata: basta azzeccare una parola in più degli avversari per arrivare al gioco finale dove sono in palio i nostri soldi, quelli del canone Rai!
Allora mi chiederete: ma se sei così critico e ti ritieni più bravo di loro, perchè non ti presenti tu con due tuoi amici a Reazione a Catena!
Primo, perchè amici e parenti se ne stanno al mare e sono rimasto solo in città col mio condizionatore.
Secondo, perchè ho ancora il pudore di restarmene spalmato sul divano e il coraggio di spegnere la tv!

