Legge elettorale nel caos, Meloni pronta a far saltare il banco a gennaio.

di Mario Barbato. Il cammino della nuova legge elettorale si trasforma in un campo minato per il governo, riaprendo d’un colpo lo scenario delle elezioni anticipate a gennaio. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stanca del continuo logoramento interno alla sua stessa maggioranza e valuta di compiere un passo radicale. Piuttosto che subire una lenta e logorante agonia tra le aule parlamentari, la premier preferisce affidarsi subito al giudizio degli elettori per capitalizzare il consenso attuale.

Il Senato è diventato una polveriera politica proprio attorno al delicato meccanismo delle preferenze, un nodo che accende lo scontro tra i due schieramenti. La maggioranza è riuscita a blindare il testo a Palazzo Madama respingendo gli assalti delle opposizioni, ma il dibattito ha messo a nudo profonde ferite. Meloni ha rivendicato la linea del governo affermando che la vera differenza è tra chi ha rimesso le preferenze e chi no, scatenando la reazione immediata delle minoranze.

La replica delle opposizioni non si è fatta attendere, con Elly Schlein e Giuseppe Conte in prima linea nel denunciare quella che ritengono una finta apertura. Secondo i leader del centrosinistra, la riforma del centrodestra è solo un gioco di prestigio per mantenere blindato il controllo dei partiti sui listini tramite i capilista bloccati. Questo scontro frontale ha azzerato i margini di dialogo, trasformando la legge elettorale in una pura dimostrazione di forza tra i palazzi della politica.

Dietro la battaglia pubblica si consuma una guerra sotterranea, alimentata dallo spettro dei franchi tiratori. I vertici di Palazzo Chigi non hanno dimenticato lo scivolone dello scorso luglio alla Camera, quando la maggioranza andò sotto per un solo voto a causa di cinquanta franchi tiratori nel voto segreto. Oggi, con i sondaggi che alterano i vecchi equilibri e accendono le rivalità tra i partiti alleati, ogni singola votazione diventa una trappola mortale per la tenuta del governo.

Nonostante i tentativi di salvare la legislatura, il piano per un voto a gennaio resta l’opzione più concreta sul tavolo della premier per azzerare i veti e spiazzare le opposizioni. Sfruttare il vento favorevole dei sondaggi prima di un possibile peggioramento del quadro economico permetterebbe a Meloni di blindare la propria leadership. Le prossime ore saranno decisive: o si troverà un accordo per blindare il patto di governo, o la strada verso le urne a inizio anno diventerà inevitabile.

- / 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *