Per anni Salvini e la Lega hanno promesso di «cancellare la Fornero». Oggi, però, la realtà racconta una storia opposta: le pensioni anticipate diminuiscono e l’età per la pensione ordinaria continua a salire.
Secondo l’analisi della Cgil sui dati dell’Osservatorio Inps, tra il primo semestre 2023 e quello del 2026 le pensioni di vecchiaia sono passate da 93.774 a 132.039, con un aumento del 40,8%. Al contrario, le pensioni anticipate sono diminuite di 8.089 unità.
Il dato più pesante riguarda le donne: delle pensioni anticipate perse, circa il 66% riguarda le lavoratrici, penalizzate da carriere più discontinue, part-time, periodi di cura e dal restringimento di misure come Opzione Donna.
E il futuro non promette inversioni di rotta.
Dal 2027 la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese, per arrivare a 67 anni e tre mesi nel 2028.
La promessa era quella di una maggiore flessibilità in uscita senza penalizzazioni. Il risultato è un sistema nel quale si lavora più a lungo, si guadagna meno e si va in pensione sempre più tardi, con l’assurda prospettiva di uscire dal mondo del lavoro a 70 anni e con quattro soldi di pensione!
Il paradosso è evidente: il governo che doveva smontare la Fornero ci ha consegnato una Fornero ancora più pesante.
Con il Governo Meloni la Fornero non è stata cancellata. È diventata la normalità.
L’Italia è il Paese UE con l’età pensionabile più alta.
L’Italia è il Paese UE con gli stipendi & le pensioni più bassi.
Lavoriamo di più, guadagniamo di meno…

