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Da aprile 500.000 vaccini al giorno in Italia.

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di Attilio Runello. Un comunicato Ansa del 28 febbraio titola che ci saranno cinquecentomila vaccini al giorno in Italia. Più esattamente si parla di “un trend ascendente di vaccinazioni che arrivi tra le trecentomila e le cinquecentomila somministrazioni al giorno ad aprile, per raggiungere l’obiettivo di poter ottenere fino a 19 milioni di vaccinazioni al mese. E’ quanto auspicano fonti che lavorano alla nuova strategia sui vaccini, anche alla luce del previsto arrivo delle dosi Johnson & Johnson ad aprile.”

Si tratta quindi di un desiderata per il momento. Ma di un progetto importante che guarda a quanto sta avvenendo nel Regno Unito come punto di riferimento. Nel Regno Unito infatti hanno raggiunto una copertura di diciannove milioni di persone vaccinate. Per il momento stanno puntando a vaccinare quante più persone possibili. Solo a poche è stato fatto il richiamo. Si scommette sull’efficacia del vaccino anche senza il richiamo almeno in una fase iniziale. Insieme ai provvedimenti di lockdown il Regno Unito è passato da una media di milleseicento morti al giorno nei primi di gennaio ai circa trecento al giorno di fine febbraio.

Purtroppo in Italia si può contare relativamente su un atteggiamento di responsabilità diffusa. Appena le condizioni lo consentono le persone si riversano per le strade e nelle piazze per passeggiate, shopping e aperitivi. E quindi diventa sempre più urgente procedere alle vaccinazioni di massa.
Il Regno Unito ha il vantaggio di produrre il vaccino in casa. In Italia dove si è lodato ampiamente il sistema sanitario non si è nemmeno pensato di finanziare una produzione di un vaccino nazionale. Adesso ci rendiamo conto che è stata una grave pecca, il lockdown sta costando decine di miliardi ogni mese, oltre ai decessi e ai sacrifici. Investire da subito in questa direzione sarebbe stato auspicabile. E forse varrebbe la pena di cominciare adesso, perché le assicurazioni sulla quantità di dosi che ci arriveranno grazie all’Unione europea – cui comunque dobbiamo essere grati – e l’efficacia di questi vaccini in termini di durata sino ad oggi non ce li ha forniti nessuno.

L’Ungheria ha provveduto a rifornirsi anche dalla Russia che ha realizzato lo Sputnik 5, non ancora approvato in Europa. Lo stesso ha fatto il piccolo stato di San Marino.
Cuba ha prodotto un vaccino e lo sta distribuendo gratis a popolazione e turisti. Israele ha investito somme consistente per vaccinare gran parte della popolazione. In Africa diversi paesi si stanno appoggiando alla Cina – che ha un vaccino proprio –  con cui hanno intensi rapporti di collaborazione.

Servono veramente le dichiarazioni dei nostri ministri che promettono che il vaccino deve essere un diritto per tutti in tutto il pianeta, quando il vaccino non lo hai nemmeno per il tuo Stato? Non è più saggio e prudente differenziare cercando di ottenere i vaccini attraverso l’Unione, altri paesi che ce li vogliono fornire e produrcelo in proprio?
Per il momento continuiamo a indossare le mascherine, mantenere le distanze e lavarci le mani.

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