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Violenza sulle donne. Basta un giorno?

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di  Antonello Laiso. Un giorno per ricordare quelle violenze su quelle tante donne, ma basta un simbolico giorno?

Non penso vi sia bisogno di un palco per suonare a Manhattan se e quando si vuole farlo.

Non passa giorno che purtroppo non apprendiamo quelle violenze sulle donne da parte di uomini, partner o coniugi, un giorno per ricordare, sia pur questo rappresentativo deve necessariamente risvegliare quelle coscienze di quei tanti omicidi e maltrattamenti, di quelle tante vittime che hanno subito in silenzio, o pur manifestando un disagio, di quei tanti volti sfigurati le cui cicatrici saranno quel ricordo indelebile che devono far vergognare chi le guarda e non chi le porta.

Non possono esserci attenuanti, ne tantomeno come reazioni emotive, un sentimento, pur intenso che conduce a simili gesti e’ per forza di cose malato in quelle sue forme di morbosita’ e possesso, talvolta quel rifiuto alla prosecuzione di un cammino di vita di coppia  da parte della donna moglie o compagna che sia, e’ alla base di tali violenze, quella base border line che viene superata e scaturisce nella violenza o nei casi piu gravi femminicidio.

Leit motiv quasi sempre quell’abbandono visto come grave, visto come quella situazione che non puo’ essere accettata da quegli uomini che hanno fatto come esclusiva ed indissolubile nella loro mente nel loro ego narcisistico, quella loro partner .

La violenza talvolta non è solo quella fisica, quella degli omicidi, quella dei volti deturpati, quella che vediamo e apprendiamo, c’e’ un altra violenza. la violenza morale, di una dignità negata da quelle pari condizioni di convivenza e rispetto di una vita familiare o di una vita di coppia, essa fa parte, come parimenti a gravità, essa non può essere esclusa né meno pregnante di quella fisica.

Essa spesso e’ quella violenza invisibile tra quelle mura domestiche che pur esiste, che talvolta non viene posta in rilievo a quelle istituzioni preposte, e all’ attenzione di chi potrebbe rompere quella spirale.

Quando si parla di movente, di giustificazioni per un gesto estremo, come quello di un femminicidio, sembra quasi voler giustificare situazioni che non possono essere giustificate nella normalità, qualunque causa o concausa se pur potesse esistere non puo’ essere adotta a giustificazioni, ne come fulcro di un gesto quale un femminicidio.

Non possono esistere giustificazioni ne’ attenuanti per gesti che fanno parte di un istinto bestiale, privatistico, di un possesso di qualcosa che mai puo’ assomigliare aquella compagna considerata spesso oggetto indissolubile.

Analizzando tali situazioni spesso tali comportamenti conducono ad una prevalenza di quella parte latente nel comportamento di chi conduce tali violenze, quella parte che pur confinata in quel cerchio esiste e prevale su una pseudo normalita’.

Schopenhauer identificava i sogni come una breve follia e la follia un lungo sogno.

La realtà sembrerebbe essere allora quella che in ognuno di noi c’è un contenuto manifesto ed uno latente ed è proprio tale contenuto, ovvero il latente, il vero significato di una facciata spesso sostenuta in un limite border line di normalità.

Quel limite che non puo’ e non deve esistere, quel limite che rende incivile un essere umano, che non puo’ che far vergognare gli uomini quando tali fatti e quasi nel quotidiano, si verificano, in tali situazioni.

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4 Risposte

  1. Antonello Laiso ha detto:

    Matteo Salvini condivido e prendo atto di quello che dici, e non può che farmi piacere,quando ci sono situazioni di violenze reiterate come quella del tema in oggetto ,vero che è sacrosanto manifestare politicamente l’appoggio dato a tali, ,ma dovrebbe esserci un solo colore politico che vada nell’ interesse della.collettivita’ .
    Saluti
    Antonello Laiso

  2. Monica ha detto:

    Oggi è la giornata mondiale contro la #violenzasulledonne tante belle parole in tv e poi si lascia il paese in balìa di “uomini” che vedono il medesimo atto come una cosa normale (per la loro cultura). Desirèe e Pamela l’hanno capito sulla loro pelle!

  3. matteo salvini ha detto:

    “Non abituarti a tacere: la tua voce è la tua vita”.
    Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’impegno a fare sempre di piú, con l’orgoglio della legge sul Cerchio rosso #Codicerosso, diventato realtà grazie alla Lega di governo.
    #noallaviolenzasulledonne

  4. Cristina Lambiase ha detto:

    Grande Antonello Laiso

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