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Valentino Mazzola, bandiera indimenticabile del Grande Torino.

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di Alberto Sigona. VALENTINO MAZZOLA (ITALIA. 1919-1949) CALCIO. Valentino Mazzola è considerato tra i più grandi numeri 10 della storia del calcio e, secondo alcuni, il migliore calciatore italiano di ogni epoca. Capitano e simbolo del Grande Torino – la squadra riconosciuta come una delle più forti al Mondo nella seconda metà degli anni ’40, con cui vinse 5 Campionati consecutivi a suon di record – il geniale Mazzola iniziò la sua parabola leggendaria al Venezia (1940-1942), squadra in cui iniziò a giocare da mezzala sinistra, una posizione che conserverà per tutta la sua carriera, permettendogli di estendere la sua fama ben oltre i confini italici, al punto di venire considerato, nel suo ruolo, il più forte del continente. Giocatore molto versatile (oggi diremmo… tuttocampista) e colmo di fantasia, moderno nella concezione del gioco e dotato di capacità atletiche e facilità di corsa fuori dal comune (possedeva uno scatto da velocista e una resistenza da fondista, grazie alle quali il suo rendimento era costante dal primo minuto di gioco sino al 90°), operava praticamente ovunque: essendo forte nei tackle, era utile in difesa in fase di recupero, impostava le azioni — giocando un gran numero di palloni, cercandoseli in tutto il campo — e spesso le concludeva; era capace, inoltre, di imporsi negli spazi stretti, disponendo di una tecnica individuale e di un palleggio affinati (era molto abile nel dribbling), sebbene non amasse esibirsi in eccessivi virtuosismi. Nonostante la sua bassa statura era altresì abile nel gioco aereo, potendo contare su un’ottima elevazione.
Valentino Mazzola, la leggenda di Tulèn | Gioco PulitoBandiera indimenticabile del Grande Torino – con cui disputò 200 partite segnando 123 reti -, Valentino sapeva distinguersi anche per il suo enorme carisma, che lo rendeva l’autentico trascinatore e leader indiscusso del gruppo. Enzo Bearzot lo accostò, per le sue caratteristiche, al sommo Alfredo Di Stéfano, pur ritenendolo di levatura inferiore, e secondo il parere di molti che hanno potuto vederlo giocare è stato il calciatore italiano più completo di sempre. Morì all’età di trent’anni nella tristemente famosa tragedia di Superga del maggio 1949, che si portò via l’intero squadrone granata, lasciando attoniti tutti gli appassionati di calcio. Il giornalista Adalberto Bortolotti lo inserì al 7° posto fra “I 50 del secolo”, classifica pubblicata nel 1999 sul Guerin Sportivo.
Capace di eccitare la fantasia popolare come pochi altri “dei” azzurri della sua epoca (tipo Fausto Coppi, Gino Bartali e Tazio Nuvolari), in Nazionale giocò 12 volte e segnò 4 gol, mancando il Mondiale 1950 – in cui era fra i grandi attesi – proprio a causa della precoce dipartita. È il padre di Sandro Mazzola, che un giorno avrebbe fatto la storia dell’Inter.

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