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Un futuro da conquistare.

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di Paolo De Gregorio. E’ urgente ed essenziale che quei milioni di giovani e giovanissimi, che hanno ascoltato Greta Thunberg e si sono mobilitati per fermare il devastante riscaldamento del pianeta, non si illudano di poter ottenere dei risultati chiedendo ai responsabili politici ed economici di questo disastro di porvi rimedio.

C’è bisogno di mettere in campo una classe dirigente totalmente nuova, accomunata da obiettivi e comportamenti individuali che saranno determinanti per il proprio futuro, senza farsi dividere da ideologie, religioni, razze.

L’obbiettivo principale è quello di lasciare carbone, petrolio, gas, sotto terra e soddisfare tutti i bisogni energetici con le rinnovabili. Le varie tecnologie già esistono, sono disponibili, sono molto migliorate come rendimento e la ricerca se ben orientata e finanziata può fare miracoli.

Il vero problema è quello del passaggio, della transizione tra il vecchio sistema di bruciare i combustibili fossili (che tra l’altro prima o dopo si esauriranno) e quello nuovo e inesauribile delle rinnovabili, che richiederà un certo tempo, creerà squilibri economici e sociali, scatenerà la reazione di quelle potenze economiche che vogliono sfruttare i fossili fino all’ultimo.

Senza una nuova classe politica che lotti per il proprio futuro in termini di vita o di morte non si va da nessuna parte, ed essa deve nascere dall’interno di questo movimento, senza affidarsi a “esperti” o “tecnici”, basandosi solo sulla giustezza degli obiettivi e sulla coerenza personale di ridurre tutti i consumi prodotti con energia generata dai fossili.

Comunque da parte dei media è già calato un silenzio assordante sul fenomeno Greta e questo ci fa capire quanto dura sarà questa lotta.

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