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Tutti a casa! In galera da cittadini, non da vittime politiche.

di Angelo D’Amore. Dopo mesi di fango mediatico e di univoca delegittimazione verso Grillo e il M5S, adesso tutti stanno iniziando a tendere la mano ai veri vincitori delle ultime elezioni. Dietro il “paravento” della salvezza del Paese, in base ad un concetto tanto esteso e vago al tempo stesso, come quello di responsabilità, tutti cercano accordi e alchemiche alleanze, per sopravvivere nelle stanze del potere. Con la minaccia dello spread, tutti invocano la necessità impellente di dare vita ad un governo. In tanti, temono il peggio, vittime del lavaggio del cervello che continuano a subire dai media di apparato. Molti degli stessi elettori del M5S, iniziano a rivedere le proprie posizioni, argomentando generiche preoccupazioni rivolte al bene della Nazione, come se d’improvviso, un cataclisma di indescrivibili proporzioni, si dovesse abbattere su di una ridente e rigogliosa isola felice e non su di un terra infestata dal malaffare, dove i suoi cittadini già da tempo non sono più autonomi soggetti pensanti, ma labili e suggestionabili derelitti teleguidati e ammaestrati all’obbedienza verso il potere. Costoro sono individui senza più un’autonoma coscienza, gente che crede ancora nelle ideologie, nel mito della rivoluzione da attuare attraverso le normali nomenclature partitiche, privi di quello spirito critico che non permette loro di comprendere che l’illusione del marxismo, del riformismo e del liberismo, sono stati strumenti adoperati come ipnotici magneti per catturare il loro cervello. Per decenni abbiamo assistito inermi ad una “costruita” contrapposizione tra blocchi, tra chi minacciava l’invasione comunista e chi, non avendo argomenti, impostava la sua battaglia politica contro un uomo solo. Ripeto, è giunto il momento di avere il coraggio di osare, di tentare di voltar pagina, di mandare una volta e per tutte, i vecchi politici, gente ignobile, a casa. Se da questa situazione di stallo non se ne esce, meglio tornare a votare. Il voto del popolo, vale molto di più di un viscido accordo di Palazzo o di un intervento della magistratura dalla connotazione politica. Chi ci ha lasciato nel fango deve scomparire, ma politicamente (lentamente sta già avvenendo). Il grido deve rimanere “tutti a casa”. In galera poi, ci andranno da cittadini, non da vittime politiche. Dinanzi ad un ostacolo, chi rimane esitante, rischia di farsi male. Meglio perdere una guerra, a testa alta, che scendere a compromessi vigliacchi per far prolungare l’agonia ad un sistema da tempo malato.

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