Tassa Unica: Imu +Tasi = aliquota all’8,6 per mille! E i sindaci potranno aumentarla fino al 10,6 per mille!

di Redazione. Il governo gialloRosso non muove un dito per cercare di risollevare il mercato immobiliare. Un mercato fermo, morto e sepolto ormai da troppi anni, dove, nonostante i muti a tasso super conveniente e i prezzi delle abitazioni crollati ai minimi storici, nessuno compra e nessuno vende! Le troppe tasse sulla casa, soprattutto sulla seconda casa (vittima di un vero e proprio massacro fiscale), lavoro precario, stipendi da fame, giovani che fuggono all’estero, sono le principali cause del crollo del mattone.

E allora il governo M5S-Pd cosa fa? Porta l’aliquota base della nuova Imu, frutto della fusione tra Imu e Tasi, all‘8,6 per mille e i sindaci potranno aumentarla fino a un massimo del 10,6 per mille. Lo prevede la bozza della manovra.

Solo nel 2020, ed entro il livello già stabilito per le due imposte, la nuova Imu potrà essere portata fino all’11,4 per mille. Con delibera comunale si potrà decidere anche di ridurla fino ad azzerarla. I sindaci potranno decidere di annullare anche il prelievo su ville, castelli e abitazioni di pregio, per i quali l’imposta si applica anche quando sono prima casa.

Le case date in affitto a canone concordato continueranno a godere dello sconto del 25% anche con la nuova Imu. Lo stabiliscono le norme contenute nella bozza della manovra, nelle quali si precisa che “l’imposta è ridotta al 75%”.

Nel dettaglio, viene previsto che per le cosiddette abitazioni di lusso, classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 e adibite ad abitazione principale, seppure l’aliquota di base è pari allo 0,5 per cento il comune può aumentarla solo di 0,1 punti percentuali; per cui l’aliquota massima per tali immobili è pari allo 0,6 per cento. La sostanziale innovazione risiede, invece, nella circostanza che i comuni possono annullare completamente, con apposita delibera del consiglio comunale, l’imposizione di tale fattispecie.

Per i fabbricati rurali a uso strumentale, l’aliquota di base è pari allo 0,1 per cento e i comuni possono solo ridurla fino all’azzeramento. La disciplina per la quantificazione dl tributo per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, prevede che, fino all’anno 2021, l’aliquota di base è pari allo 0,1 per cento, con facoltà di aumento fino allo 0,25 per cento o di diminuzione fino all’azzeramento da parte degli enti locali. A decorrere dal 1° gennaio 2022, invece, gli stessi fabbricati sono esenti dall’Imu. In definitiva la nuova disciplina recepisce le disposizioni agevolative vigenti per questi immobili in materia di Tasi.

Per i terreni agricoli, l’aliquota di base è fissata nella misura dello 0,76 per cento e i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla sino allo 1,06 per cento o diminuirla fino all’azzeramento.

Anche per gli immobili a uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, l’aliquota di base dello 0,86 per cento non è suscettibile di aumentare la pressione fiscale in quanto, nel precisare che la quota pari allo 0,76 per cento è comunque riservata allo Stato, stabilisce che i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono manovrare detta aliquota aumentandola fino allo 1,06 per cento o diminuendola fino al limite dello 0,76 per cento.

Per gli immobili diversi dall’abitazione principale (alias le seconde case) l’aliquota di base è pari allo 0,86 per cento. Anche in questo caso gli enti impositori possono aumentarla sino allo 1,06 per cento e quindi mantenendo, come sempre, invariata la pressione fiscale o diminuirla fino all’azzeramento.

 

2 commenti su “Tassa Unica: Imu +Tasi = aliquota all’8,6 per mille! E i sindaci potranno aumentarla fino al 10,6 per mille!

  1. Negli ultimi 10 anni, secondo uno Studio, la tassazione sulle case è aumentata del 300%.
    Il mercato immobiliare è fermo mi pare logico.
    Anche in questo caso c’è da dire:ma dove è l’Opinione Pubblica?
    In tutt’altre faccende affaccendata.

    1. Ho ereditato la casa dei miei genitori che ahimè non ci sono più. Per mia ulteriore disgrazia, avendo già la mia casa dove abito di proprietà, quella ereditata è automaticamente diventata per il Fisco una SECONDA CASA!!!! Sono cinque ani che ho messo il cartello VENDESI, ma nessuno si è fatto avanti. Sono cinque anni che ci pago sopra – oltre le spese condominiali e la luce maggiorata (50 euro a bimestere senza mai accendere neppure una lampadina!!!) – un salasso IMU e TASI pari a più di 2.500 euro l’anno!!!!
      Ma se la casa in questione non mi da nessun reddito perchè ci devo pagare tutte ‘ste tasse????

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.