Crea sito

Stop Quota 100. Ma attenzione allo “Scalone”!

()

di Redazione. Quota 100, la cui fase sperimentale durata tre anni terminerà a fine dicembre 2021, non verrà rinnovata. La riforma fortemente voluta dalla Lega consentirà fino al 31 dicembre 2021 di andare in pensione anticipata a tutti i lavoratori che raggiungono almeno 62 anni d’età e 38 di contributi. Questo significa che, in vista di uno stop, è necessario studiare un’alternativa per i lavoratori che raggiunta “Quota 100” si troveranno con la Legge Fornero, ovvero di fronte ad uno scalone da 62 a 67 anni.

Pertanto nel giro dei prossimi mesi occorrerà mettere a punto un nuovo piano per la previdenza partendo dal presupposto che tutte le parti in causa concordano sul fatto che il primo gennaio 2022 bisognerà avere una soluzione intermedia tra Quota 100 e Legge Fornero.

La necessità di superare Quota 100 sembra ormai condivisa anche dalla Lega che però teme un ritorno all’odiata Legge Fornero. Occorre, comunque, un sistema previdenziale che garantisca la fuoriuscita dal lavoro anticipata e permetta ai giovani di entrare nel mondo del lavoro, soprattutto quando verrà tolto il divieto di licenziamento, rischiamo un milione e duecento mila licenziamenti, e quindi bisognerà pensare a strumenti di flessibilità per gestire l’uscita dal mercato del lavoro. 

Se il governo avrà il sostegno della maggioranza è possibile che si faccia largo la strada di una vera riforma strutturale del sistema previdenziale con l’obiettivo di garantire solidità e sostenibilità anche nel medio periodo al sistema pensionistico, rispondendo alle sollecitazioni dell’Europa, alle quali Draghi guarda con attenzione.

Pertanto si pensa di intervenire su “soglie di pensionamento” e “coefficienti di trasformazione”, rimanendo nel solco contributivo, e cercando di addolcire il più possibile lo scalone da 62 a 67 anni. Inoltre, collocare l’intervento sulla previdenza all’interno della costruzione di un nuovo Welfare con un nuovo “Testo Unico sulle Pensioni” che riguardi sia l’introduzione di una “pensione di garanzia” per chi, nel contributivo puro, non potrà più contare su integrazioni al minimo, sia di una “previdenza complementare” con l’adeguamento di tanti aspetti (a partire dai trattamenti fiscali) che finora non ne hanno consentito un vero e proprio decollo.

I possibili interventi vanno dall’indicizzazione delle pensioni al nodo dei coefficienti di trasformazione da aggiornare, dalle nuove flessibilità in uscita sostenibili all’introduzione di opzioni di part-time e part-pension in grado di rendere più concreti gli obiettivi di allungamento della vita lavorativa. 

Vota questo post

Seguici sui social media!

Ci dispiace che questo post non ti sia piaciuto!

Cerchiamo di migliorare questo post!

Dicci come possiamo migliorare questo post?

Freeskipper Italia

Freeskipper Italia - Il Social Network che fa opinione.

Ti potrebbe interessare anche...

4 Risposte

  1. Gaya GE ha detto:

    Poteva capire prima col RETRIBUTIVO che si andava in pensione a 18 anni 6 mesi e 1 giorno calcolando l’assegno previdenziale sugli ultimi tre anni di lavoro.
    Ma adesso col CONTRIBUTIVO il lavoratore dovrebbe poter andare in pensione in qualsiasi momento, perchè l’Inps gli corrisponde la pensione in base ai contributi versati!

  2. Gaetanuzzu ha detto:

    Con la pandemia la speranza di vita si è notevolmente ridotta.
    Perchè non rivedono l’età pensionabile: se si campa di meno si dovrebbe andare prima in pensione, o no!?

  3. Vale'88 ha detto:

    Se anche io prendessi uno stipendio come il “loro” con tanti “zeri”, non vorrei mai andare in pensione!

  4. Parsifal-NA ha detto:

    Le pensioni sono state affrontate da DINI un banchiere, e dalla Fornero un personaggio slegato dal Popolo.
    Questa è la triste realtà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.