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Quando il reddito di cittadinanza finisce nelle ‘tasche’ sbagliate!

di Redazione. Non è nostra abitudine riportare fatti di cronaca, ma quanto accaduto nel siracusano conferma tutte le nostre perplessità sulla bontà del famigerato reddito di cittadinanza‘, stigmatizzando i nostri dubbi sul fatto che non solo disincentiva chi lo percepisce a trovarsi un lavoro ‘vero’, ma incrementa il lavoro nero e molto spesso finisce pure nelle tasche sbagliate.

Scoperto a Siracusa uno spacciatore, con Porsche di proprietà, che percepiva il reddito di cittadinanza. La Guardia di finanza ha arrestato il 41enne, di Floridia, nel Siracusano, per detenzione di 120 grammi di cocaina a fini di spaccio, nascosta a casa in doppi fondi ricavati nelle lattine di bevande e di un piccolo estintore.

A bordo di una Porsche Macan di sua proprietà, l’uomo era stato fermato per un controllo: aveva con sè 600 euro. Nel corso della perquisizione nella sua abitazione sono stati trovati altri mille euro in contanti. Risulta destinatario di reddito di cittadinanza.

Non è la prima volta che a percepire il reddito di cittadinanza è anche qualche ‘furbetto’ o qualcuno arrestato per attività illegali e reati: poco tempo fa il caso di cinque contrabbandieri scoperti in Campania, oggi quello dello spacciatore a bordo di un’auto di lusso.

Diversa polemica, ma ha fatto comunque clamore il caso dell’ex br Federica Saraceni: anche lei riceveva il reddito di cittadinanza.

E’ nel frattempo scattata la cosiddetta guerra ai ‘furbetti’. La strategia è stata messa a punto dal Comando generale della Guardia di finanza in una circolare operativa ai reparti che punta a individuare – nel magma dell’economia invisibile e illecita – chi ha provato ad approfittare indebitamente del beneficio.

Ma non finisce mica qui…

Trentanove lavoratori in nero sono stati scoperti nel 2019 dalla Guardia di Finanza di Erba (Como) nel corso di controlli in materia di lavoro nel Comasco. Tra essi due sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Como in quanto, pur percependo il reddito di cittadinanza, erano impiegati in esercizi commerciali.

Un altro lavoratore in nero, anch’esso percettore del reddito di cittadinanza, è stato trovato recentemente a lavorare presso un banco del mercato rionale di Erba. “Il lavoratore aveva richiesto il reddito di cittadinanza ottenendo un sussidio del valore complessivo di € 535,85 da maggio a settembre – si legge in una nota – Il lavoratore è stato, pertanto, denunciato per l’omessa comunicazione della variazione del reddito. A carico del datore di lavoro, invece, una maxi sanzione aggravata non sanabile che va da un minimo di €. 2.160,00 ad un massimo di €. 12.960,00”.

Che siano italiani, marocchini o pakistani, tutti cercano di frodare lo Stato. Altri 12 furbetti sono stati beccati per aver percepito il reddito di cittadinanza senza i dovuti requisiti.

Si va dalla signora che finge di essere separata dal marito, che guadagna ben 120mila euro, al marocchino che aveva richiesto e ottenuto il sussidio, trascurando però di dichiarare i compensi da lui percepiti, superiori ai 17mila euro. Fino al cittadino di origine pakistana che lavora da mesi a Londra, senza però averlo dichiarato.

Ma anche alcuni italiani non si lasciano scappare l’occasione di percepire indebitamente il reddito di cittadinanza. Sarebbero due le italiane che avrebbero poi trovato lavoro ma si sarebbero “dimenticate” di comunicarlo al fisco, continuando a ricevere l’assegno statale. Mentre un uomo avrebbe omesso di dichiarare sia la convivenza con il proprio figlio, lavoratore regolare, sia le auto da lui possedute. Un altro invece non ha dichiarato l’affitto percepito per un appartamento dato in locazione.

In tutto dodici i furbetti scoperti, e tutti in provincia di Bergamo, a Costa Volpino, Casazza, Sovere, Villongo, Carobbio degli Angeli, Castelli Calepio, Clusone e Castione della Presolana. Per un totale di sette italiani e cinque stranieri. A loro il Caf aveva riconosciuto l’assegno sociale perché nullatenenti, disoccupati, o comunque bisognosi dell’aiuto economico. Peccato però che non erano nulla di tutto questo.

Prende reddito cittadianza, ma ha hotel. Aveva intestato un immobile che vale 800mila euro, un ex albergo non più attivo in provincia di Rimini, ma allo stesso tempo percepiva il reddito di cittadinanza, oltre alla pensione di anzianità.

Secondo la guardia di finanza, il beneficio del reddito di cittadinanza, goduto da un 70enne, era frutto di dichiarazioni non veritiere.

Unico componente del nucleo familiare, il pensionato aveva, infatti, attestato di non possedere altri redditi, ma solo una pensione sociale. In pratica, “si è ben guardato di dichiarare le proprietà immobiliari – hanno sottolineato le fiamme gialle – e così ha ottenuto una certificazione Isee alterata, ma idonea ad avere il reddito di cittadinanza”.

Per evitare i controlli, inoltre, aveva dichiarato un diverso indirizzo di residenza. L’anziano è stato denunciato alla Procura di Rimini e agli uffici Inps per la revoca immediata del beneficio e per il recupero delle somme percepite indebitamente.

Reddito di cittadinanza alle famiglie dei mafiosi. La moglie percepiva il reddito di cittadinanza, 900 euro al mese, ma a uno dei nove fermati del blitz antimafia della Squadra mobile di Palermo gli agenti hanno sequestrato una villa e alcuni veicoli per un valore di circa 300 mila euro.

Dentro la casa, per cui non aveva badato a spese e protetta da occhi indiscreti da un cancello monumentale con tanto di iniziali, gli agenti hanno trovato una cucina con un tavolo per decine di ospiti, un’enorme piscina contornata di sculture e una scalinata al culmine della quale si ergevano le statue di due leoni.
Le indagini che hanno assestato un duro colpo al mandamento di Brancaccio e fatto emergere il nuovo business di Cosa nostra: le lucrose truffe assicurative messe a segno con l’impiego degli spaccaossa. Uomini spregiudicati pronti a reclutare persone bisognose e ai margini della società disposte a farsi fratturare le ossa per incassare poche centinaia di euro a fronte di risarcimenti che arrivano anche a 100 mila euro e che finivano nella casse di Cosa nostra. È la prima volta che si registra il coinvolgimento diretto della mafia nelle truffe. Inoltre dalle indagini emerge che l’introito quotidiano, proveniente dallo spaccio di cocaina, crac ma anche hashish, nella sola piazza dello Sperone, si aggira sui cinquemila euro.
Ai soldi che arrivavano dal traffico di stupefacenti e dalle truffe, però, cinque degli indagati sommavano anche il reddito di cittadinanza. Dalle indagini, infatti, è emerso che due mogli avrebbero percepito il sostegno. Denaro che sarebbe arrivato mensilmente anche nei nuclei familiari di altri tre fermati.

4 Risposte a “Quando il reddito di cittadinanza finisce nelle ‘tasche’ sbagliate!”

  1. Il Reddito di Cittadinanza è stata la tomba dei grillini. Non solo ha fatto incavolare quasi tutti gli italiani, ma anche gli stessi beneficiari: un vero fallimento, eppure stanno ancora lì, al governo!

    1. Giacomo-To, l’assistenzialimso era quello della vecchia e cara DC. Questo è un modo goffo e se vogliamo sfacciato, di prendere voti da coloro che non hanno nessuna voglia di lavorare. L’elettorato M5S non brilla certo per capacità imprenditoriale.

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