Sempre la stessa minestra in tutte le salse!

di Marcello Veneziani. Vai al cinema e trovi la solita storia a sfondo lesbico, con un richiamo storico al Male Assoluto e un’occhiatina complice ai migranti, meglio se neri, più una tiratina di erbe ecocompatibili.
Peggio ti senti se vai a teatro, dove adattano a quel presente corretto e a quel presepe ogm anche autori antichi, drammi e opere del passato, travestiti e parlanti con le solite menate di oggi.
Poi ascolti la musica somministrata dai media e vedi e senti gruppi di musicanti ossessivi, di quelli che rompono i timpani e non solo, coi loro rumori e le loro grida bestiali di dannati in preda ad allucinazioni, osannati ogni giorno dai media, che lanciano il solito messaggio sui diritti gay e dintorni. Che grandi, si preoccupano dell’Umanità e dei Diritti…
Vai in libreria e trovi un nugolo di libri dei più vari autori che dicono tutti la stessa cosa: basta con le identità, accogliamo il diverso, ripudiamo tutto quel che sa di tradizioni, radici, civiltà, famiglie, salviamo il pianeta in pericolo, attenti al nazi che rialza la testa, apriamoci al mondo entrando però tutti dalla stessa parte, percorrendo tutti lo stesso cammino di progresso ed emancipazione.
Ridicolo questo elogio del diverso nella ripetizione dell’Uguale.
Ti rifugi in chiesa e senti il Principale ripetere le password dell’epoca: accoglienza, poi la solita invettiva contro i muri e i confini, lo stesso pacchetto di precetti e condanne. La Chiesa smette di essere la Casa del Signore e diventa un gommone per trasportare migranti nell’odiato occidente.

Torni a casa nauseato e in tv il tg di Stato è il riassunto in cronaca e pedagogia di massa di quel rosario anzidetto, sbriciolato in una marea di episodi e servizi, intervistine da passeggio, anniversari e predicozzi per ammaestrarci. Non sono organi d’informazione ma fogli d’istruzione per conformarsi alle regole impartite. I talk show sono poi la messa cantata di quei pregiudizi e ogni sera si chiamano quattro esorcisti (tre più il conduttore) contro un diavolo per affermare la santa fede. Gli influencer sui social e nei video, ripassati a uncinetto coi loro tatuaggi e ridotti a tappezzeria vivente, veicolano il Non-Pensiero Unico e Conforme e fingono di farlo da spregiudicati anticonformisti, ribelli che sfidano il potere e rischiano grosso: ma la loro predica è del tutto conforme a quel minestrone, è solo un Marchettone alla medesima ideologia al potere, con ricco rimborso a piè di lista. La Monoidea coi suoi corollari passa col conforto della fede e il beneplacito delle istituzioni nei sermoni dei Massimi Rappresentanti interni e internazionali del Mondo Migliore.

Per una volta, anziché reagire, inveire o salvaguardare la tua incolumità mentale sottraendoti al tam tam, ti metti nei panni di costoro – il regista, l’attore, il cantante o il suo gruppo, l’intellettuale, lo scrittore, lo storico, la ballerina, il papa, il Presidente (uno a caso), il giornalista, il conduttore, l’influencer – e chiedi: ma non provate un po’ di vergogna e noia col vostro copia e incolla permanente? Non vi sentite un po’ macchiette e macchinette, pappagalli del mainstream, soldatini di piombo e pupazzi allineati come al calcio-balilla, ripetitori automatici dell’Unica Opinione Ammessa e Protetta? Non vi crea nessun disagio ripetere in massa sempre la stessa cosa, dire sempre le stesse otto tesi d’obbligo, fino all’ennesima dose, e fingere che siano pensate, sofferte e originali mentre sono prefabbricate, anzi premasticate e predigerite? Non vi sentite un po’ miserabili, con le vostre banalità seriali, non vi sentite delle nullità con un cervello-adesivo che non pensa ma si appiccica alle pareti del Palazzo e si uniforma al mainstream? Dov’è la vostra intelligenza, la vostra libertà, la vostra dignità, il vostro coraggio civile, nel ripetere sempre in coro quel rosario di precetti partoriti dallo Spirito del Tempo?

Agli altri invece cresce sempre di più la tentazione opposta: ma a che serve leggere, vedere un film, un’opera teatrale, ascoltare un gruppo musicale, seguire i tg, la tv e i media in generale, ascoltare un’opinione, sentire cosa dicono i Massimi Capi e Presidenti, se ci devono dire tutti le stesse cose del giorno prima, dell’anno prima; le medesime cose che ci ripetono a ogni grado e livello, con sfumature leggermente diverse, magari derivate dal timbro di voce e dall’inflessione? È un’istigazione a farsi selvatici, a ignorare tutto e tutti, a non vedere, non leggere, non sentire quello che si ricava da questo Rimbombo Infinito. Certo, con qualche fatica, cognizione e intelligenza, si può trovare anche qualcosa di diverso; basta cercare. Però gli ipermercati dell’Ovvio offrono con enorme visibilità quei prodotti uniformi con l’istigazione a conformarsi a loro. Non li ho citati per nome perché hanno smesso di essere persone e di esprimere messaggi personali; sono prototipi, moduli, si presentano come pale eoliche, tutti uguali, fissi, mossi dallo stesso vento; e citandone uno farei torto a tutti gli altri. Comunque ciascuno può facilmente risalire, dar loro un nome e una faccia. Ogni riferimento non è affatto casuale.

Si può fare qualcosa? Sì, usare il cervello e l’intelligenza critica, non farsi intimidire, non farsi isolare né addormentare; cercare alternative, denunciare le censure, portare allo scoperto i tanti che non la pensano così. Però una cosa va fatta prima di tutte: non lasciate il mondo in mano a loro, non sentitevi intrusi, non professatevi estranei, non chiamatevi fuori, perché il mondo non è loro, è anche vostro. Bucate quei palloni gonfiati.

Fonte: http://www.marcelloveneziani.com/articoli/sempre-la-stessa-minestra-in-tutte-le-salse/

5 Risposte a “Sempre la stessa minestra in tutte le salse!”

  1. Una giornalista ha avuto una pacca sul sedere: GIUSTO punire il colpevole, poniamo 8 anni di reclusione.
    Un signore che si trovava in casa sua, è aggredito da 4 balordi penetrati in casa: Lui è sulla sedia a rotelle a vita, gli aggressori (4 albanesi) 7 anni di reclusione cadauno. Questo aggredito intervistato in TV da RETE4 ha detto: Io ho l’ergastolo, loro fra 7 anni sono fuori.
    Concludo se è giusto e sacrosanto dare 8 anni di reclusione a chi ha dato una pacca sul sedere ad una donna, ad un balordo che ha rovinato la vita ad un signore pacifico dovrebbe almeno beccarsi 30\40 anni e non 7 anni. Altro discorso USURAI non finiscono mai dentro. Delitti dei colletti bianchi mai pagano.
    Un casino per una pacca, nulla sul MOBBING che rovina la vita a milioni di labvoratori, in Italia non esiste una legge contro il MOBBING.
    GRAZIE sempre a Freeskipper voce di libertà, che Dio vi benedica

  2. Caro Es.,
    mi dispiace contraddirti ma mi trovo in line a ed in perfetta sintonia con l’articolo, alla faccia del politicamente corretto e di chi no ha alcun timore di chiamare le cose con il loro vero nome!
    De gustibus…

  3. No Elena S., io sono un cattivista, l’articolo è prolisso, argomenti triti e ritriti sottratti ad un bello scontro di idee, come è giusto che sia anche se non ci ritroverà comunque d’accordo. Su Umberto Eco nel 2014, oltre al Papa ed al matto c’era anche il Bar Sport.
    Però Lei stessa non fa altro che nascondersi dietro a termini che in se sono positivi e che sono stati trasformati in negativi, giusto per far perdere il corretto uso e significato delle parole.
    Un Saluto
    Es.

  4. Brutto articolo per i cosiddetti “buonisti” del politically correct. Era ovvio e scontato che reagissero stizziti.
    La verità fa male caro Enzino!

  5. Banalità seriali: Lei ci è dentro a pieno titolo. Alternative: due righe smilze smilze. Ripete di tutto e di più di quanto già ampiamente detto poi aggravato dalla pandemia. Poi io sarei anche in disaccordo con Lei su Migranti, tutti, mica solo neri che sono solo la punta visibile dell’immigrazione cosiddetta “clandestina”, tiratina di erbe ecocompatibili che adesso non è ecocompatibile e ingrassa la malavita, sul Male assoluto di triste memoria mai veramente affrontato in Italia, ma purtroppo Lei è solo assertivo e tranchant, non invita nessuno alla discussione. Mi sembra un vecchio maestro del dopoguerra, io conosco quelli, che ti dicevano che è cosi, punto.
    Brutto articolo. Sulla musica: caro Signore, basta cercare …… pensi che di quasi tutto è tornato di mada il vintage ed il revival.
    Lei invita a portare allo scoperto persone che la pensano diversamente ecc.: cosa cavolo vuol dire? Di tutto questo c’è una specie di orgia di persone che assomigliano a quelli che ……..- Umberto Eco, Festival della Comunicazione 2014, Twitter, il Papa ed il matto – e molto altro -, ecco.
    Ribadisco, brutto articolo
    Un Saluto
    Es.

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