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Sale la protesta: “Adesso basta sacrifici”!

Spending review, sale la protesta! Dagli enti locali alle associazioni di categoria, dagli statali ai farmacisti il grido è uno solo: adesso basta sacrifici!!! I tagli della spending review impediranno alle Regioni di firmare il Patto per la salute, l’accordo finanziario tra Stato e Regioni che assicura le prestazioni sanitarie ai cittadini. I Comuni, invece, temono di non avere risorse per pagare gli stipendi dei dipendenti ad agosto. Le Provincie ribadiscono che l’anno scolastico è a rischio. Gli Statali temono di non incassare la tredicesima. Insomma, cresce il malumore contro i tagli del governo. Tanto che il pubblico impiego sciopererà a fine settembre mentre già oggi le farmacie terranno le serrande abbassate. In questo clima di forte incertezza arrivano, tuttavia, degli “aggiustamenti”! Sembra, infatti, essere rientrato l’allarme sulle tredicesime degli statali il cui blocco, assicurano fonti di Palazzo Chigi, “non è stato mai considerato”. Ma l’allarme resta comunque. Altra buona notizia giunge per le farmacie e le aziende farmaceutiche: i relatori hanno infatti presentato un emendamento con il quale viene eliminato l’aggravio di sconto (da 1,82 a 3,65) dovuto dalle farmacie a favore del servizio sanitario nazionale. Come anche è saltato l’aggravio del contributo (da 1,83 a 6,5 punti) a carico delle aziende farmaceutiche e a favore delle regioni. Un dietrofront che arriva giusto alla vigilia della serrata degli stessi farmacisti. Salta, inoltre, l’obbligo per Regioni, Province e Comuni di sopprimere o accorpare i propri enti ed agenzie, a patto che realizzino comunque un risparmio del 20% per la loro gestione. E ancora: i risparmi di spesa, che dovranno assicurare la trasformazione delle Prefetture da Ufficio territoriale del Governo ad Ufficio territoriale dello Stato, dovranno essere del 20% e non più solo del 10%, come prevedeva originalmente il decreto sulla spending review. Per quanto riguarda gli enti locali, alla data di entrata in vigore del decreto sulla spending review, verrà immediatamente istituita una “Conferenza” in ciascuna delle dieci province che saranno trasformate in Città metropolitane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Bari e Reggio Calabria). Dai relatori è anche arrivata la riscrittura delle norme sulle “società in house”, che erogano prestazioni alle pubbliche amministrazioni, da parte degli enti locali, anche se ancora deve essere votata dalla Commissione, comunque non saranno chiuse automaticamente, ma ci sarà la possibilità di una selezione. Altra questione spinosa è quella delle province. Terni, Matera e Isernia sono al centro di un braccio di ferro tra il Governo e la maggioranza. La maggioranza sarebbe intenzionata a procedere per “salvarle” mentre il ministro Patroni Griffi avrebbe già espresso la propria contrarietà, rischiando un voto avversità alle valutazioni del governo. Ma su questo fronte la diplomazia è al lavoro e la soluzione ha ancora un’altra notte per maturare.

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