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Roberto Maroni spazza via tutti e sale sul Carroccio!

E’ il suo momento. E’ la sua grande occasione. E’ la canche irripetibile che la storia ed il precipitare degli eventi politici servono su un piatto d’argento a Bobo Maroni! Sprizza gioia da tutti i pori l’ex ministro dell’Interno e prossimo segretario della Lega Nord. Occhialetti rossi, baffo e pizzetto alla Dartagnan, basettoni alla Elvis, ramazza in mano e l’inseparabile “moretta” sempre al suo fianco o alla peggio dietro di lui a Ballarò e Porta a Porta a gurdargli le spalle, Bobo è felice e sorridente come una Pasqua. Fa fuori tutti e sale sul Carroccio! Una fotografia che inquadra Roberto Maroni come vincitore di questa prima ‘battaglia’ che avvicina il partito al Congresso, anticipato al 30 giugno. Messo discretamente da parte il Senatur, ributtato nelle sue acque il Trota, fatti fuori a furor di popolo la Rosy Mauro e l’ex tesoriere Francesco Belsito, Roberto Maroni inizia la sua scalata. Adesso tocca a lui, è il suo momento! “Sono giorni di passione, di dolore, ma anche di rabbia per l’onta che abbiamo subito, di essere considerati un partito di corrotti“, ha spiegato Maroni. “La lega non è morta. Ripartiamo da qui. Non ci sono cerchi che tengano!“. Insomma, pulizia è fatta, la Lega può ripartire. Parola di Roberto Maroni: “Dopo le pulizie di primavera, torniamo a fare politica” ha scritto sul suo profilo Facebook, all’indomani della decisione del Consiglio federale della Lega Nord di espellere Francesco Belsito e Rosy Mauro. “Questa sera sono a Sondrio per parlare dei problemi della gente e delle malefatte del governo Monti-Dracula“, ha proseguito l’ex ministro dell’Interno. “Basta piangersi addosso – ha esortato – ora si riparte. Viva la Lega“. In un altro post, il triumviro leghista commenta: “Il Congresso federale si terrà il 30 giugno. Dopo dieci anni è un evento storico. Si riparte!“. La Lega di ieri, quella dei Bossi, era un movimento fatto in casa, con una gestione un pò naïf soprattutto dei soldi derivanti dal finanziamento pubblico ai partiti. Ma da oggi in poi sarà una Lega diversa, una Lega coi… Maroni! Al congresso gli uomini di Bobo sono strafavoriti: Flavio Tosi in Veneto, Matteo Salvini in Lombardia. Prendono infatti sempre più corpo le candidature unitarie di Matteo Salvini come successore di Giorgetti alla Lega Lombarda e di Flavio Tosi alla guida della Liga Veneta. Insomma con un colpo di “ramazza” la Lega passa dal familismo-bossiano all’amici miei-maroniano, tentando così di scrollarsi di dosso l’appellativo di “Ladrona“, aggettivo abusato dai leghisti per apostrofare Roma in un epoca in cui i “verdi padani” si ritenevano al di sopra di ogni ruberia ed in un passato – fin troppo recente – in cui Bossi e i suoi – ma c’era anche Bobo tra i ‘suoi’!? – si bagnavano con l’ampolla del Po, bruciavano il tricolore e gridavano al mondo intero di avercelo “duro”!

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