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Reddito di Emergenza a chi ne ha reale necessità, ma un dubbio mi assale…

di Vincenzo S. Apprendo con molto piacere che finalmente lo Stato sta provvedendo a tamponare le perdite di fatturato di partite Iva, artigiani, professionisti e precari con un sussidio di 600 euro.
Mi fa molto piacere che sempre lo Stato italiano si sia fatto paladino della lotta contro la povertà erogando il reddito di cittadinanza e le pensioni sociali.

Mi fa meno piacere “il dubbio” che certi aiuti lo Stato li dia a pioggia, magari anche a chi non ne ha un reale bisogno oppure a chi lavora in nero o a chi elude il fisco.

Mi fa meno piacere il fatto che adesso i politici facciano a gara a chi offre di più per finanziare il “Reddito di Emergenza” per coloro che a causa del Coronavirus sono stati costretti a chiudere bottega, perchè questa loro generosità – quando tutto sarà finito – dovranno pagarla come al solito sempre i “soliti fessi”.

Sarebbe bello che ad aiutare chi realmente in questi giorni di drammatica emergenza si trova in seria e comprovata difficoltà economica fossero i ricchi e magari pure i grandi Supermercati che in questi giorni di file interminabili stanno incassando vagonate di euro.

Sarebbe, altresì, molto bello che, quando tutto questo sarà finito, coloro che adesso stanno prendendo d’assalto il sito dell’Inps per riscuotere i 600 euro, si ricordassero – dal giorno in cui riapriranno la saracinesca dei loro negozi, bar, ristoranti, pizzerie, acconciature, idrauliche, ecc, ecc, – di rilasciare lo scontrino!

Una risposta a “Reddito di Emergenza a chi ne ha reale necessità, ma un dubbio mi assale…”

  1. Il sommerso in Italia, un tesoro da 540 miliardi di euro!!!
    Sei milioni: il numero dei poveri in Italia. Nel paese di Armani e Bulgari, della Ferrari e del Sassicaia. Nel paese la cui economia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha saputo arrivare a essere una delle prime dieci del mondo. Che ci fossero i poveri lo sapevamo. Forse ci voleva il Coronavirus a farci accorgere dove vivono e come funziona la loro economia: nell’ombra. Bottom of the Pyramid (base della piramide) la chiamano gli economisti. Tirate una linea orizzontale su un foglio. Scriveteci accanto: due dollari e mezzo. Sappiate che si intendono al giorno. Osservate il foglio: sotto quella riga vivono circa tre miliardi di persone.

    Il Coronavirus ha sollevato il velo sulla realtà italiana: a sostenere la base della nostra piramide c’è una grande economia, sommersa e buia. Un’economia parallela e invisibile, fatta di milioni di micro-redditi (quello del facchino che aiuta a traslocare), di innumerevoli nano-transazioni (l’euro al posteggiatore abusivo), tutte in nero. Eurispes la stima in 540 miliardi di euro, un terzo del PIL totale. In questa lunga Quaresima nazionale, nella quale si ragiona su come far ripartire l’Italia dopo il virus, ancora una volta il Mezzogiorno rischia di restare ai margini: problema, non opportunità. E facciamo male, perché la linea si traccia proprio partendo da lì.

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