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Quirinale, incarico a Mario Draghi che accetta con riserva.

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di Redazione. Il Presidente della Repubblica ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo a Mario Draghi, che, come da prassi, ha accettato con riserva. Riserva che scioglierà dopo le consultazioni con tutti i partiti. Il colloquio con il Capo dello Stato è durato è durato un’ora e dieci minuti.

Queste le parole del neo Premier Mario Draghi:

Ringrazio il Presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare. Il presidente ha ricordato la drammatica crisi sanitaria con i suoi gravi effetti sulla vita delle persone, sull’economia e sulla società. La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione. Ed è con questa speranza e con questo impegno che rispondo positivamente all’appello del presidente della Repubblica. Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini rilanciare il Paese sono le sfide che ci confrontano. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie della Ue, l’opportunità di fare molto per il Paese con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale. Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti ed i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all’appello del presidente della Repubblica. Scioglierò la riserva al termine delle consultazioni“.

E i partiti?

Grillo detta la linea del M5S che resterà fedele a Giuseppe Conte e che non appoggerà il governo Draghi.

Fratelli d’Italia resta inamovibile, mai nessun governo che non esca dalle urne e vede nelle elezioni l’unica soluzione ai problemi reali del paese.

Favorevoli ad un governo Draghi sono Italia Viva, il PD e  Forza Italia. Mentre la Lega non ha pregiudizi anche se l’orizzonte è il voto e si riserva di ascoltare Mario Draghi e la coalizione del centrodestra prima di decidere se appoggiarlo o meno nella formazione del nuovo governo.

Invece, i più convinti di tutti della nomina di Mario Draghi sono i mercati. La Borsa di Milano aveva aperto in forte rialzo nell’attesa dell’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un primo Ftse Mib che ha segnato un +2,95% a 22.733 punti. Lo spread tra Btp e Bund in calo è sceso a 107 punti dai 116 della chiusura di ieri.

Nel caso in cui Mario Draghi non dovesse ottenere la fiducia da parte del Parlamento, sarà suo compito condurre il Paese alle elezioni. Difficilmente Mattarella conferirebbe un altro incarico e Mario Draghi resterebbe in carica fino alla formazione del nuovo esecutivo con la suggestiva, ma improbabile, ipotesi che in quel caso gli italiani siano chiamati alle urne già il prossimo 11 aprile, quando sono in programma le elezioni amministrative delle più grandi città italiane e per il rinnovo dell’esecutivo della Regione Calabria. In ogni caso, anche nel caso di non ottenimento della fiducia, sarebbe compito di Mario Draghi stilare il programma per il Recovery plan, visti i tempi tecnici necessari per la sua realizzazione e quelli necessari di campagna elettorale stabiliti dalla legge.

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2 Risposte

  1. Mirella-LI ha detto:

    Le banche e la finanza al potere che già hanno!!!

  2. Parsifal-NA ha detto:

    Ma chi lo ha eletto? La sovranità ed il voto che fine hanno fatto?

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