Questa maggioranza non è in grado di guidarci nella bufera della crisi.

di Francesco Alberoni. La mondializzazione, cioè l’apertura del Wto alla Cina, l’irruzione di internet, la finanziarizzazione dell’economia, hanno prodotto effetti sociali che le élite politiche non avevano previsto: disoccupazione, impoverimento della classe media, incertezza sul futuro.

Ne è nato un movimento di critica contro queste stesse élite accusate di incapacità e di corruzione tanto da parte colta e borghese (Stella e Rizzo, La Casta) quanto a livello rozzo e popolare (Grillo e il vaffa).

Da allora si è diffusa una forte diffidenza verso ogni tipo di élite anche scientifica, anche culturale e si è messo in moto un rifiuto della democrazia rappresentativa. In questa il popolo sceglieva come suoi rappresentanti persone colte e preparate, di cui si fidava e che avevano cura dei suoi interessi. Li sceglieva cioè nel modo in cui noi scegliamo come nostro rappresentante un avvocato, un notaio. A volte la gente sceglieva anche chi considerava una guida: pensiamo a Churchill, a De Gaulle oppure in Italia a Togliatti, De Gasperi.

Al posto della democrazia rappresentativa è stata proposta la democrazia diretta in cui le leggi e le decisioni vengono prese direttamente dal popolo cioè da milioni di persone. Queste però sono manipolabili, reagiscono su base emotiva e spesso non sanno nulla degli effetti socio-economici a lungo termine delle loro decisioni.

Nel caso italiano questa iniezione di democrazia populista alla fine ha generato un governo litigioso guidato da un direttorio ristretto formato da Di Maio e Salvini con una enigmatica presenza di Casaleggio e pochi altri. Un direttorio ha un rapporto immediato con il popolo attraverso la rete, i social media e la televisione mentre il Parlamento è stato a poco a poco esautorato.

Questo stesso direttorio però non è in condizione di guidare il Paese nella bufera della mondializzazione. Questo sarà controllabile solo grazie al costituirsi di una Confederazione europea che sappia reagire unita, e in Italia al riaffermarsi di una volontà di modernizzazione che solo una nuova vera élite politica potrà dare.

L’illusione di un governo senza rappresentanza e senza una guida colta e competente si dimostrerà fra poco un sogno pericoloso.

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Un commento su “Questa maggioranza non è in grado di guidarci nella bufera della crisi.

  1. Per le Europee, Giorgia Meloni schiera pure Francesco Alberoni: il professore sarà infatti candidato nelle liste di Fratelli d’Italia: “Sociologo, scrittore, professore e rettore: Alberoni è una importantissima personalità della cultura italiana, con la quale avrò l’onore di condividere la guida della lista di FdI alle europee nella circoscrizione Nord Ovest”, ha detto Giorgia Meloni presentando le liste a Milano, “È una persona che conosce bene l’Italia, le sue grandezze e i suoi limiti, e può rappresentarla al meglio in Europa. La sua presenza nelle nostre liste è motivo di grande orgoglio e dimostra anche il lavoro importante che Fratelli d’Italia ha fatto in questi anni nel campo della cultura”.

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