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Prescrizione. Ultimatum di Renzi a Bonafede: cambi o ci vediamo in Senato!

di Matteo Renzi. In questi giorni si è parlato solo di giustizia. Tema importantissimo, ma non certo l’unico. Allora questa enews è molto utile per fare il punto anche su tutto il resto e definire l’agenda.

1. Crisi demografica. Il Presidente Mattarella ha giustamente lanciato l’allarme sul grave problema della denatalità in Italia. La nostra Elena Bonetti ha preparato il primo piano serio, strategico, su questi temi. Si chiama Family Act. Lo illustrerà lunedì 17 febbraio, alle ore 19.00, al teatro Parenti, a Milano. Per chi fosse interessato, ottima occasione di confronto. Per parlare dei problemi veri dell’Italia.

2. Crisi economica. L’appuntamento, quello decisivo, sarà il 2 marzo, in una fabbrica del Nord. Lanceremo lì gli Stati Generali dell’Economia. Con le nostre proposte su tasse, sulla follia del reddito di cittadinanza, sugli incentivi alle imprese, sugli aiuti ai lavoratori. Penso che la situazione economica del Paese sia profondamente preoccupante. Il dato sulla produzione industriale è sconvolgente e mi lascia interdetto il fatto che nessuno ne stia parlando. Se a questo si aggiunge che la crisi sanitaria in Cina avrà conseguenze economiche molto impattanti anche in Europa, penso che sia necessario essere tutti molto sinceri: ci aspettano due anni difficilissimi. E se fino alle elezioni americane possiamo immaginare che l’economia reale verrà molto sostenuta, dal 2021 il rischio recessione – ahimè – sarà molto forte. Possiamo darci una smossa? Noi lo faremo il 2 marzo. E siccome vogliamo collaborare con il Governo – almeno finché vogliono il nostro aiuto e non ci considerano molesti – abbiamo spostato la conferenza stampa sul Piano Italia Shock dal 14 febbraio al 20 febbraio, per avere con noi la gradita presenza della Ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli.

3. Confermiamo per il 7 e 8 marzo la grande iniziativa finalizzata a piantare 10.000 alberi in tutta Italia. Chi volesse collaborare piantando un albero nel proprio comune (mi raccomando, prima prendete le autorizzazioni se no faranno trasmissioni e talk solo su Italia Viva che pianta illegittimamente alberi e viola le regole!) può scrivere a [email protected].

4. 27 febbraio. GIUSTIZIA GIUSTA a Roma. Intendiamoci, sulla battaglia della giustizia giusta non molliamo perché è una questione di civiltà. Ci sono più di mille innocenti mandati in carcere ogni anno. Lo Stato spende milioni e milioni di euro per i casi di malagiustizia. La Corte Costituzionale ha affrontato ieri i primi ricorsi contro le leggi di Bonafede dello scorso anno e ha già pronunciato la prima sentenza di incostituzionalità. E chiaramente incostituzionale è anche la proposta contenuta nel c.d. Lodo Conte. Dunque: su questo tema, non si molla. Noi con i garantisti, gli altri con i giustizialisti. Perché il garantismo sta al giustizialismo come la democrazia sta alla dittatura. Ieri, intanto, si è votato il Lodo Annibali alla Camera: se fosse passata la proposta di Lucia Annibali, sarebbe tornata in vigore la legge del PD fatta da Orlando & Gentiloni. Invece il PD – incredibilmente – pur di votare contro Italia Viva, ha tenuto in vigore la legge populista fatta da Bonafede & Salvini. A tutti quelli che mi dicono: ma perché hai fatto la scissione? Da ieri posso rispondere anche: perché un partito che sceglie il giustizialismo contro il garantismo non è più casa mia. E ho come l’impressione che i riformisti del PD non abbiano compreso che cosa ci sia scritto dentro il Lodo Conte. Appena lo leggeranno e lo capiranno ci sarà da divertirsi. Per chi è interessato a seguire nel merito suggerisco di seguire il Presidente dell’Unione delle Camere Penali, Gian Domenico Caiazza. Quanto a Bonafede, che ci accusa di molestarlo (ma l’ex DJ avrà mai letto il codice penale? Lo sa che la molestia è un reato?), noi auguriamo al Ministro buon lavoro. Gli diamo due mesi di tempo. Se le cose cambiano, bene. Altrimenti ci vediamo in Senato. 

5. E da marzo si inizia a girare in tutta Italia con “La Mossa del Cavallo”. Toccheremo 100 località in tutta Italia. E parleremo di politica, delle questioni internazionali, delle tasse da buttare giù.

Per fare tutte queste iniziative – come sapete – non possiamo più contare sull’aiuto di importanti finanziatori privati, primo effetto pratico delle perquisizioni di novembre. Ci salvano piccole donazioni da 5, 10, 50€. Ci mancano ancora 33.000€ da pagare per l’Assemblea Nazionale di Italia Viva tenutasi a Cinecittà: chi ha modo e tempo di darci anche solo un piccolo contributo, utilizzando questo link, ci fa un grande regalo.

Pensierino della sera. L’allenatore della Juve, Maurizio Sarri, ha detto in conferenza stampa: “se non volevo esami, andavo a lavorare alle Poste”. È un modo di dire tipico del passato, quando le Poste erano percepite come un carrozzone. Oggi Poste Italiane è una delle aziende più innovative del Paese, sia sulla consegna che sull’innovazione, i pagamenti digitali, il mondo cyber. Senza volerlo – immagino – Sarri è stato offensivo. Penso che, se andiamo a rivedere che cosa è accaduto alle Poste, e non solo alle Poste, in questi anni ci accorgiamo di una trasformazione straordinaria delle aziende italiane. Quelle che hanno attraversato la crisi e sono rimaste in piedi, sono oggi leader di mercato, efficienti, dinamiche, piene di energia. Poste Italiane sarà una delle aziende più forti nei prossimi 20 anni perché ha saputo scommettere sul futuro. Io intanto faccio i complimenti all’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, e a tutti i suoi colleghi. Quello di Del Fante è stato davvero un lavorone. Quello di Sarri semplicemente un autogol.

Un sorriso,


P.s.:
 Ho fatto una lunga intervista con il direttore de “il Tempo“, Franco Bechis, guidando una macchina nel centro di Roma. Qui il cartaceo, qui il video. Stasera, invece, farò una chiacchierata con Paolo Del Debbio su Rete 4, alle 21.15.

5 Risposte a “Prescrizione. Ultimatum di Renzi a Bonafede: cambi o ci vediamo in Senato!”

  1. È indiscutibile che BlackRock abbia la capacità di influenzare la politica delle nazioni e le decisioni delle aziende (lo vediamo con Francia e Macron). E questo ha sicuramente pesato in bilico quando Fischer ha deciso di unirsi al gestore patrimoniale. Inoltre, come sappiamo, l’esempio di Fischer è lungi dall’essere un caso isolato e non è la prima volta che un banchiere centrale si unisce a un istituto finanziario privato. Ma è sintomatico vedere questa figura anziana procedere in questo modo in un momento in cui la legittima diffidenza tra politico e finanziario, e più in generale tra popolo e banca, continua a crescere. Pertanto, il caso Fisher e tutti questi esempi di rivoluzione servono, ancora una volta, a dimostrare che, nonostante le parole, non vi è alcuna separazione tra responsabilità pubbliche e settore finanziario. I nostri politici o alti funzionari sono solo impiegati, in quei posti per eseguire le istruzioni che arrivano loro dalla cima della piramide capitalista.

  2. Quando si usano parole come “jobs act o family act” penso che qualcuno mi vuole fregare. Per quanto riguarda essere molesti, una zanzara non penserà mai di esserlo. Per tutto il resto è da tempo che non mi faccio più abbindolare dalle sue parole.
    un saluto roberto b

  3. Non doveva ritirarsi dalla politica se non passava la Sriforma costituzionale di sua creazione?
    E’ proprio un Paese tutto da ridere di serio non c’è nulla 🙁 🙁 🙁 🙁 🙁 🙁

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