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Prescrizione, crisi di governo. Renzi bleffa o fa sul serio?

di Redazione. I comici di Sanremo non è che ci abbiano fatto proprio sbellicare dalle risate. Del resto lo sketch di Fiorello che sputa l’acqua sul collo del conduttore e il monologo di Benigni che scherza sul citofono ed esalta l’amore carnale e quello gay, è robetta se paragonata ai talk show della politica e alle vulgate di coloro che invece di legiferare, amministrare e governare il paese, contendono la scena ai comici di professione.

Tanto per restare in tema, M5s, Pd e Leu hanno siglato un “accordo a tre” – lasciando fuori Italia Viva – sul cosiddetto “lodo Conte bis”, che fa scattare il blocco della prescrizione dopo la condanna in primo grado e lo fa diventare definitivo dopo una seconda condanna in appello.

Ma Italia Viva si è detta contraria alla formulazione trovata e Matteo Renzi ha minacciato di far saltare il governo. Quel governo che proprio lui ha fortemente voluto più del Pd che prima ha costretto ad entrare in maggioranza con i 5Stelle e dal quale, poche settimane dopo il giuramento al Quirinale, si è auto-espulso per fondare, in seconda scissione, Italia Viva.

Il lato comico dell’intera vicenda – perorato dal famigerato “stai sereno” ad Enrico Letta – rende ancora più difficile capire se Renzi stia bleffando o facendo sul serio.

Se il tema della giustizia, come del resto tutti gli altri problemi ancora irrisolti del paese, non fossero roba troppo seria, ci sarebbe tanto da ridere. Ma purtroppo sono problemi troppo gravi, che incidono sulle ferite ancora vive di un popolo ormai esanime. E a noi poveri mortali – nonostante Sanremo – non  resta che piangere e rivolgere le nostre suppliche a Santi più votati ai miracoli che non alle canzonette.

6 Risposte a “Prescrizione, crisi di governo. Renzi bleffa o fa sul serio?”

  1. A Conte risponderei con le parole di E.Tortora: “Ormai divido la gente in 2 categorie: quelli che conoscono sulla pelle l’infamia di una carcerazione preventiva in un regime cosiddetto democratico, protratta all’infinito, per anni; e quelli che non hanno la jattura di conoscerla”

  2. Sentire Zingaretti ribadire che Conte, per il quale la distinzione tra giustizialisti e garantisti è una contrapposizione manichea, è un riferimento per i progressisti, la dice lunga su dove stiano portando il PD.

  3. Chi mette giustizialismo e garantismo sullo stesso piano è un populista. #Conte è un populista, culturalmente lontano anni luce da noi, degno leader del nascente partito unico Pd/M5S. Noi invece sappiamo bene da che parte stare, orgogliosamente garantisti senza se e senza ma.

  4. Oggi come oggi se voglio farmi quattro risate guardo Gruber, Floris, Del Debbio, Giordano…. con loro e i politici che ospitano le risate sono garantite!

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