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Prepariamoci ad un “governo tecnico” che ci farà piangere lacrime di sangue! 

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di Redazione. L’Italia ante-coronavirus non è che se la passasse tanto bene con un debito pubblico da far paura, un Pil fermo allo zero virgola, stipendi fanalino di coda di tutti i paesi Ue, disoccupazione, disservizi, burocrazia, mafie, evasione e tasse che hanno spremuto fino al midollo i “soliti fessi”, alias lavoratori dipendenti, pensionati e proprietari di seconde case!

Ma almeno c’era un barlume di speranza che prima o poi la nottata sarebbe passata e che – pur restando ancora dentro il tunnel della crisi – avremmo potuto intravederne l’uscita.

Poi è arrivato il Coronavirus a dare il colpo di grazia ad un paese mezzo morto e a ricacciarci in fondo al baratro!

E purtroppo in tutto questo sfascio ci ritroviamo con un governo debole, confuso, litigioso, incapace e soprattutto inadeguato a gestire qualsiasi “Fase” di un paese in terapia intensiva e con una fossa già scavata al camposanto.

Un governo tenuto insieme solo dalla pandemia e dalla impossibilità di aprire una crisi di governo nel corso di una emergenza sanitaria, sociale ed economica senza precedenti nella storia repubblicana.

Passi il “Decreto Rilancio”, una montagna di soldi elargiti a destra e manca a fondo perduto, passi la sanatoria sui migranti, passi pure il Mes, ma quello che resta e che continua a crescere in termini esponenziali è il Debito Pubblico che si attesta sui 43MILA EURO per ogni singolo italiano!

Il timer della crisi di governo è già inserito e il governo gialloRosso cadrà – senza se senza ma – sulla prossima manovra finanziaria, ovvero quando bisognerà mettere nero su bianco chi sarà a pagare il conto che sarà non salato, ma molto, ma molto di più. 

Presumibilmente, non sarà il governo attualmente in carica a salassare gli italiani, nè tantomeno il centrodestra del ‘meno tasse per tutti’, unica alternativa politica all’attuale maggioranza, ma aspettiamoci un “governo tecnico” che ci farà rimpiangere quello “monti-fornero” e che ci farà piangere lacrime di sangue! 

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Una risposta a “Prepariamoci ad un “governo tecnico” che ci farà piangere lacrime di sangue! ”

  1. “E purtroppo in tutto questo sfascio ci ritroviamo con un governo debole, confuso, litigioso, incapace e soprattutto inadeguato a gestire qualsiasi “Fase” di un paese in terapia intensiva e con una fossa già scavata al camposanto”.
    Voglio prendere spunto da questo passaggio per fare una riflessione: Quale governo, fra quelli della II° Repubblica, che si sono succeduti nel corso dei lustri non è stato: debole, confuso, litigioso ed inadeguato?
    Abbiamo avuto tanti, tanti, tanti governi: Prodi, Berlusconi, Amato,…., quali di questi si è dimostrato all’altezza della situazione?
    Il “barlume di speranza” c’è stato nella I° Repubblica, penso allo Statuto dei Lavoratori del 1970, una delle migliori leggi mai varate in Italia.
    Con l’avvento della seconda Repubblica, l’avvento del berlusconismo ovvero l’esaltazione del liberismo più sfrenato è iniziato il declino, pensiamo alle leggi ad personam, ed alla suburra della politica, con festini, ecc.
    Il problema più grave a mio modesto avviso è l’incapacità di reagire gandianamente ad una deriva autoritaria, suonata a colpi di DPCM ed accettata da un Parlamento da tempo divenuto notaio dell’esecutivo.
    Se ognuno di noi, non troverà uno slancio morale ed un risveglio di dignità, questa partitocrazia unita nelle poltrone, e divisa solo a parole per il pubblico, continuerà a farci collassare. Mi spieghi qualcuno perché un parlamentare elvetico guadagna 60.000 euro l’anno, mentre uno dei nostri ne deve guadagnare 166.000 di euro all’anno, mi risponda il Salvini e la Giorgia nazionale.
    Ogni santo giorno a piedi, con il mio cane giro per la mia Città e vedo solo un peggioramento, dalla povertà sempre più evidente ad una rassegnazione ormai patologica ed irreversibile. Alcuni anni fa i FORCONI riuscivano a bloccare il mercato di Porta Palazzo, sembrava la volta buona, poi il movimento implose miseramente. La nostra salvezza può venire solo da una risveglio personale, non certo da una partitocrazia poltronara pronta a tutto, pur di restare a Roma a gozzovigliare.
    (Giacomo-TO)

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