“Piantiamo un albero per ogni italiano”, per combattere la crisi climatica.

di Redazione. Mentre a Roma si preferisce eliminare quel poco di verde ancora rimasto e tagliare al ciocco piante ancora vive e vegete ma “date per morte”, in alternativa a più adeguate potature e ad una corretta manutenzione ordinaria, il fondatore di “Slow Food” Carlo Petrini e altre personalità, a nome delle Comunità “Laudato Sì”, lanciano un appello a “piantare 60 milioni di alberi, uno per ogni italiano, per combattere la crisi climatica”.


“Gli scienziati di tutto il mondo – sottolineano i promotori dell’appello – concordano sull’importanza della riforestazione perché gli alberi sono sottrattori naturali di anidride carbonica, considerata la principale causa dell’aumento dei gas serra e quindi dell’innalzamento delle temperature. Piantare alberi è la principale soluzione che abbiamo per far fronte al riscaldamento globale. Non risolve il problema, ma ci aiuta prendere tempo nell’attesa di cambiare stili di vita”.

Attualmente nel mondo ci sono 5,5 miliardi di ettari di boschi. Secondo il recente rapporto dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), per ridurre di un grado e mezzo il riscaldamento globale entro il 2050 sarebbe necessario avere un miliardo di ettari in più di foreste.

E allora – si chiedono i promotori dell’appello – “cosa possiamo fare per invertire questo andamento? Cambiare, a livello massivo i nostri stili di vita riduce certamente le emissioni di CO2. Vivere secondo criteri di sostenibilità, ridurre sensibilmente i consumi di carne, razionalizzare i trasporti, sviluppare tecnologie che consentano un uso quotidiano e diffuso di energie rinnovabili sono azioni che abbassano le emissioni di CO2 e ci auguriamo che diventino comportamenti sempre più diffusi. Così come continueremo a lavorare perché le politiche governative a ogni latitudine mettano le risorse naturali al centro degli interessi dei Paesi. Ma questi comportamenti presuppongono un cambiamento culturale profondo che, in quanto tale, richiede tempo. Tempo che non abbiamo”.

Il tempo è poco ma l’idea è semplice quanto rivoluzionaria: piantare un albero. “È dunque urgente – si legge nel testo dell’appello – affiancare a questi processi di graduale conversione ecologica, azioni che portino rapidamente ad un abbassamento dei livelli di CO2. Una di queste è molto semplice ed è alla portata di ognuno di noi. Per questo lanciamo qui un appello a piantare alberi. Milioni, miliardi di alberi. Possiamo farlo oggi, subito: non inciderebbe sui nostri stili di vita, avrebbe costi irrisori rispetto a qualunque altra alternativa e funzionerebbe sicuramente”.

Quindi “chiediamo a ogni cittadino di buona volontà, a ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, a ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d’Italia, al governo nazionale di unirsi a noi con l’obiettivo di piantare in Italia 60 milioni di alberi prima possibile“. Ovvero “un albero per ogni italiano: 60 milioni di alberi che dal loro primo istante di vita realizzano la loro opera di mitigazione dei livelli di CO2 nell’atmosfera”.

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