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Pete Sampras, l’ultimo grande interprete del “Serve&Volley”.

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di Alberto Sigona. PETE SAMPRAS (USA, 1971) TENNIS. Vincitore di 7 Tornei di Wimbledon (quasi un record), 5 US Open, 2 Australian Open, 5 Masters Cup (gli attuali ATP Finals) e 2 Coppe Davis, non riuscì mai ad aggiudicarsi il Roland Garros (senza nemmeno arrivare a disputare una Finale), per quella che rimane l’unica lacuna di una carriera per il resto leggendaria.

Numero 1 ATP per circa 6 anni (in pochi hanno trascorso tanto tempo in vetta al ranking mobndiale), Sampras è stato un campione che ha dovuto il suo successo al gioco aggressivo e potente, oltre al grande talento nel tocco della palla; è stato l’ultimo grande interprete dello stile “Serve&Volley” puro, cioè batteva con grande potenza e spesso scendeva a rete.

Il suo servizio viaggiava spesso oltre i 215 km orari, tanto da esser soprannominato “Pistol Pete” e il suo diritto piatto aveva pochi eguali, per potenza e precisione.

Le sue volée erano uno dei suoi maggiori punti di forza, in cui riusciva a combinare perfettamente il tocco, la potenza e una grande precisione.

Tali caratteristiche lo adattavano perfettamente al gioco su tutte le superfici veloci, molto meno su quelle lente, come la terra battuta, dove tendeva ad esibire la stessa tipologia e tattica di gioco, ma con risultati decisamente inferiori rispetto ad altri tennisti specializzati.

Si è ritirato nel 2003. Personalmente lo ritengo il più grande dopo Rod Laver, K. Rosewall, R. Federer e N. Djokovich, assieme a Nadal, Borg e davanti a tutti gli altri.

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