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Perché in Emilia Romagna il Pd ha già perso. di Daniele Capezzone

di Daniele Capezzone. Comunque finisca il computo dei voti in Emilia Romagna la notte del 26 gennaio, Matteo Salvini ha già vinto e il Pd ha già perso.

Ma come? Decretare vincitori e vinti prim’ancora che si siano aperte le urne? Anzi, prim’ancora che il cittadino più mattiniero, alle 7 di domenica prossima, abbia sbarrato con una croce la sua scheda elettorale? Sì, politicamente un primo bilancio della campagna può già essere stilato, e pende tutto dalla parte del leader leghista.

Lui ha riempito le piazze, mentre gli altri – tranne rare eccezioni – non ne hanno avuto la forza, l’energia, la convinzione. Lui ha giocato all’offensiva, mentre gli altri sono stati rintanati in difesa. Lui chiede un cambiamento, mentre gli altri propongono solo una specie di “unione sacra” in funzione anti-Salvini. Lui espone se stesso, i suoi avversari nascondono il simbolo e i dirigenti del Pd, evidentemente ritenendoli – l’uno e gli altri – elettoralmente radioattivi.

A un certo punto, più o meno spontaneamente o “spintaneamente”, era sorto il fenomeno delle “sardine”, per contrastare la narrazione di Salvini: in piazza era dunque arrivata anche la sinistra, e – dicevano – con toni diversi dal passato, non urlati. Ma è bastato poco perché la finzione si svelasse: anche lì, antisalvinismo allo stato puro, e – di conseguenza – nessuna capacità di parlare agli elettori di centrodestra, al massimo un po’ di training autogeno per quelli di sinistra più depressi. La sensazione è che a sinistra nessuno sia oggi in grado di prendere il toro per le corna: c’è una maggioranza di elettori che chiede meno tasse e immigrazione controllata. È a quegli elettori che occorre parlare.

In ogni caso, finché potevano essere realizzati e diffusi, i sondaggi registravano un testa a testa, una gara apertissima tra i fronti guidati dal governatore uscente Bonaccini e dalla sfidante leghista Borgonzoni. Capiremo nella notte tra domenica e lunedì prossimo se l’immenso vantaggio di partenza sia stato minimamente conservato dalla sinistra (che, in quel caso, avrà fatto appena una piccola parte del suo “dovere”), o se, come alcuni pensano, quelle rilevazioni sottostimassero il voto alternativo alla sinistra.

Si sa, il clima in Emilia Romagna (per la verità in tutta Italia, ormai) è quello che è, e non tutti gli elettori di centrodestra se la sentono di rivelare il proprio voto. Ragion per cui tende ad esserci da almeno un paio d’anni una costante sottovalutazione del loro peso effettivo. Tra meno di una settimana conosceremo la verità.

6 Risposte a “Perché in Emilia Romagna il Pd ha già perso. di Daniele Capezzone”

  1. Dopo il M5s arrivano le Sardine, ma noi poveri fessi che campiamo di stipendio fisso e paghiamo fino all’ultimo centesimo di tasse e balzelli, ma quando ci SVEGLIAMO????

  2. Spero solo una cosa: che Salvini riesca a vincere anche in EmiliaRomagna. L’Italia ha bisogno di voltare pagina. La Lega ha le carte in regola per farlo e per assicurare un presente e d un futuro migliore a noi e ai nostri figli e nipotini.

    1. SALVINI – SALVINI – SALVINI -….. ma lo si vuole capire che la globalizzazione ormai ci governa!
      Esiste e da tempo un Nuovo Ordine Mondiale che ci guida come soldatini.
      Senza petrolio, senza materie prime, senza prestigio int.le dove pensate di andare.
      Che DIO aiuti noi -figli e nipoti – Salvini e Gorgonzoni colcavolo che risolvono.

      1. Se andiamo avanti così Salvini lo fannosanto e mettono le sue foto sui muri come per i dittatori.
        Siamo alla frutta ma proprio per questo speriamo nei sogni, il risveglio è duro, guardate il M5S che doveva cambiare tutto.

  3. Se i problemi delle Famiglie si risolvessero con “riempire le piazze” sarebbe tutto facile.
    Riempire il piatto è diventato sempre più difficile per molti Italiani.
    Quello che sfugge e continua a sfuggire è che nell’era attuale la sovranità nazionale è molto molto molto diminuita. Oggi chi veramente decide è in parte la UE ed in gran parte la Finanza Mondiale che conta.
    Con la globalizzazione Capitali e persone si muovono velocemente.
    Chi governa un Paese ha una capacità di manovra molto più limitata di 20 \ 30 anni fa.
    L’Italia conta poco a livello mondiale, mentre la GERMANIA che come l’Italia ha perso la Guerra conta e conta e conta in Europa: una Merkel non si crea dall’oggi al domani.
    Non siamo credibili:
    SUD \ Infrastrutture \ Debito Pubblico.
    Spero che vada al Governo Matteo e Giorgia, lo spero di tutto cuore, poi vedremo cosa riusciranno a fare di CONCRETO.
    Mentre io scrivo queste righe il DEBITO PUBBLICO sale.
    Il carisma e la capacità convocatoria serviva nel 1922 quando la globalizzazione non c’era.
    La CINA ha un grandissimo Leader: la Cina è il maggior creditore ed ha enormi riserve valutarie ed in oro. Fino ad una ventina d’anni fa la Cina non era quello che è.
    La CINA ha un Leader molto in gamba, magari lo avessimo noi, altro che riempire le piazze.

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