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Per i politici tutte le promesse fatte sono un debito. Pubblico?

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In questa campagna elettorale ce n’è per tutti i ‘cattivi gusti’. C’è chi ha arringato gli astanti ad un comizio agitando il rosario ed il vangelo, anche se Gesù Cristo predicava “ama il prossimo tuo come te stesso”, senza discriminare il prossimo in autoctoni e migranti da ributtare in mare. C’è chi ha riproposto il fantomatico “contratto con gli italiani”, un pezzo di carta firmato nei salotti televisivi che non è mai riuscito a realizzare in vent’anni di attività parlamentare e di governo e che – alla stessa stregua del bue che dice cornuto all’asino – ha apostrofato l’avversario politico ‘pluricondannato’, proprio lui al quale il tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la pena alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali e non è più candidabile. C’è chi, a corto di argomenti e di voti, è riuscito persino a riesumare Mussolini e il fascismo, ormai morti e sepolti dalle contingenze dell’oggi, quali salari, pensioni, tasse, scuola, disoccupazione, salute, sicurezza, giustizia, e ambiente, e alle quali non sa dare soluzioni. C’è chi, impelagato nelle scartoffie dei falsi bonifici fotocopiati e mai versati e i moduli di rinuncia all’eventuale elezione, è ‘corso’ al Quirinale – ‘precorrendo’ i tempi istituzionali – con la lista dei ministri di un futuribile governo, come se le elezioni le avesse già vinte. C’è chi è salito sul palco dell’Eliseo da governo uscente sponsorizzato da una vecchia gloria ‘pci-pds-ds-pd’, che invece di stare in Africa, come promesso, scrive romanzi, gira film e fa propaganda elettorale tirando la volata a chi come lui aveva promesso di ritirarsi dalla politica dopo la sconfitta del referendum costituzionale, ma che invece sta ancora lì, al Nazzareno aspettando di essere eletto proprio in quel Senato che voleva abolire. Insomma, in questa campagna elettorale, dove chi la spara più grossa pensa di ‘prendere’ per il naso gli elettori e di ‘prendere’ più voti, c’è di tutto e di più. Ma non c’è nessuno che dica in maniera chiara, seria e fattibile come intende uscire dalla crisi economica che continua a fare sempre più poveri e indigenti tra gli italiani, relegando il Paese a fanalino di coda del Vecchio continente.

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