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Meno male che Silvio c’è!?

di Redazione. Semplificare. Sburocratizzare. Detassare. Una tripletta che se messa a segno varrebbe da sola parecchi punti di Pil. Ma evidentemente nessuno dei nostri politicanti ha la capacità, la volontà e la forza politica per smantellare il vecchio sistema e instaurarne uno nuovo di zecca, dove le banche dati della Pubblica Amministrazione parlino non solo tra di loro, ma soprattutto con i cittadini.

Quindi niente di nuovo sotto questo cielo: le solite chiacchiere. E purtroppo, la cronaca politica e giudiziaria dei nostri giorni, che ci ripropone una minestra riscaldata: Silvio Berlusconi, in veste di salvatore della patria, pronto a sostenere una nuova maggioranza per tornare al governo, senza passare dal voto.

I berluscones si scuotono dal grigiore di questi anni e intonano il fatidico… meno male che Silvio c’è!

Ma Silvio Berlusconi, nel bene e nel male, a nostro modestissimo avviso più nel male, appartiene ormai al passato. L’uomo di Arcore consumato dal tempo e da una vita vissuta a mille all’ora, non è riuscito nel “miracolo italiano” quando era nel pieno delle sue forze (fisica e politica), quando la sua Forza Italia poteva contare sul 40 per cento dei consensi elettorali, come potrebbe resuscitarla oggi da una crisi senza precedenti con i suoi 84 anni e con uno striminzito 6 per cento che lo vede fanalino di coda non solo del centro-destra, ma anche del Pd e del M5s?

Ma a parte le percentuali, e gli anni sulla carta d’identità che sono davvero tanti (beato lui!), è la storia, il tempo, il sentiment degli italiani (…c’ha fregato una volta, non ci frega più!) a mettere fuori gioco il Cavaliere. Il suo tempo è ormai passato: tempo scaduto caro ex-Cav!

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